Viterbo – “Pills of rights: il diritto come strumento di dialogo collettivo”. Così Maria Rosaria Covelli presidente della corte d’appello di Napoli e dell’associazione Amici di giurisprudenza, questa mattina nel teatro della casa circondariale per la proiezione del video della seconda edizione di Pills of rights.
Maria Rosaria Covelli
L’iniziativa unisce ricerca e inclusione sociale promossa dall’Unitus (corso di dottorato in diritto dei mercati europei e globali) in collaborazione con la casa circondariale e il supporto di Kama productions.
I cortometraggi, girati nel 2025 con la regia di Fabiana Sargentini e la fotografia di Simone Pierini, hanno coinvolto detenuti, dottorandi e docenti su parole chiave del diritto. Coordinato da Rosa Ruggiero e da Francesco Sanvitale, il progetto punta alla massima accessibilità, con sottotitoli in tre lingue e traduzione in lis. È stato inoltre finanziato da Cassa ammende e supportato dall’associazione Amici di giurisprudenza.
Tiziana Laureti
“Questa è la prima trasmissione nazionale del cortometraggio – ha affermato la rettrice dell’Unitus Tiziana Laureti -. Lo scopo dell’università è quello di non lasciare la conoscenza nei luoghi in cui viene prodotta. Garantire conoscenza e comprensione è la nostra missione pubblica. Il diritto è una conoscenza necessaria per garantire la tutela di tutti. Il rischio infatti, è sempre quello che certe parole restino comprensibili solo a pochi. Con questa iniziativa vogliamo evitarlo, creando una via d’accesso senza ridurre la complessità del contenuto”.
Nicoletta Ricucci
Alla proiezione l’assessora Patrizia Notaristefano, l’ispettrice capo Nicoletta Ricucci, il procuratore capo Mario Palazzi, il presidente del tribunale di Viterbo Francesco Oddi, numerosi studenti del corso di giurisprudenza dell’Unitus e molti carcerati che avevano preso parte al progetto ripreso nel cortometraggio.
Francesca Perrotta
A dare il benvenuto, la dirigente della Casa circondariale Francesca Perrotta, che ha ricordato la funzione delle carceri: “Abbiamo bisogno di offrire ai detenuti una prospettiva concreta di cambiamento. Mostrare loro che c’è un’alternativa al reato”.
Paolo Cugliari
Anche il dirigente della polizia penitenziaria Paolo Cugliari ha cercato di spiegare la vita all’interno delle carceri: “Rinunce, sacrifici e grandi emozioni. Questa giornata è per i detenuti e spero che se la godano”.
Viterbo – Un momento di “Pills of rights”
All’interno del cortometraggio i detenuti hanno spiegato le loro sensazioni, la loro vita e il percorso di rieducazione che affrontano ogni giorno. Affiancati da dottorandi e professori Unitus hanno parlato della mancanza di spazio, del tempo che sembra fermarsi e del rimorso per le scelte fatte. Queste le tematiche principali attorno a cui ha ruotato tutto il progetto. “Qui c’è civiltà, le persone restano tali anche se sono in carcere”, ha affermato un ragazzo nigeriano nel video, raccontando che nel suo paese, c’è invece un sistema molto più caotico. “Sono gli affetti che ti fanno sopravvivere”, ha aggiunto un uomo verso la telecamera, che è in carcere da molti anni.
Valorizzare la dignità umana e mostrare il potere rieducativo della cultura spingendo al cambiamento sono i valori del progetto Pills of rights.
Rosa Ruggiero
“Non vi lasciamo soli – ha detto commossa Rosa Ruggiero, coordinatrice del progetto e docente all’Unitus – noi ci siamo”.
Maria Rosaria Covelli ha spiegato che un percorso condiviso è stato creato grazie all’utilizzo del diritto come strumento di dialogo collettivo. “Il nostro paese, la nostra legge – ha continuato Maria Rosaria Covelli – impegna le istituzioni a fornire aiuto per il reinserimento, facendo immaginare un percorso alternativo grazie alla libertà di scegliere una vita diversa. Oggi stiamo cercando di farlo tramite il linguaggio audiovisivo, credendo fermamente nella forza trasformativa della cultura”.
Nicole Tarantello






