Civita Castellana – (g.f.) – Ponte Clementino di Civita Castellana deve essere messo in sicurezza per impedire altre tragedie. È questo l’obiettivo della mozione presentata dal consigliere comunale Francesco Romito (coalizione Sangallo), che chiede un intervento immediato per installare una rete di protezione fisica sulla struttura.
Francesco Romito
Il ponte, monumento storico e snodo per la viabilità locale, è da tempo teatro di drammatici gesti, l’ultimo dei quali si è verificato proprio nelle scorse ore. Secondo la proposta, l’azione dei servizi socio-sanitari e delle associazioni non basta più: a fronte di un rischio così concreto, il comune deve adottare anche misure materiali per salvaguardare le persone più fragili.
L’intervento proposto prevede un sistema di reti protettive posizionate a livelli diversi. Una soluzione pensata per accogliere e bloccare l’eventuale caduta, fungendo al contempo da forte deterrente visivo. Questo sistema permetterebbe anche di tutelare l’incolumità dei soccorritori, come i vigili del fuoco, spesso costretti a operare in condizioni critiche e pericolose sul fondo della forra, riducendo anche i costi legati ai complessi interventi di recupero. Il tutto, sottolinea il documento, verrebbe realizzato rispettando il valore storico e l’impatto paesaggistico del monumento.
La mozione impegna ufficialmente sindaco e giunta a muoversi con urgenza. L’amministrazione dovrà avviare lo studio di fattibilità insieme agli uffici tecnici e alle autorità competenti per ottenere i permessi necessari, inserendo l’opera nella programmazione comunale e individuando i fondi per realizzarla nel minor tempo possibile.
Romito di mozioni ne ha proposte tre. In un’altra si chiede la ferma condanna per le gravi violazioni dei diritti fondamentali della popolazione civile palestinese e per ogni forma di violenza che colpisca indiscriminatamente i civili e impegna giunta e sindaco, come atto simbolico, l’esposizione della bandiera palestinese fuori dalla casa comunale.
Nella terza si chiede si rimuovere la recinzione al parco Primo maggio, dal momento che si tratta, spiega Romito, di un’installazione: “Esteticamente brutta, del tutto disarmonica con l’ambiente circostante, impedisce rapporti umani tra persone di differenti generazioni, in quanto separa gli anziani iscritti al centro comunale “il Boschetto” dal resto della cittadinanza, spesso anche da piccoli parenti”.
