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“Presto la statua in ricordo della donna ignota uccisa dai soldati tedeschi”

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Patrizia Arienna, Raimondo Raimondi, Enrico Mezzetti, Umberto di Fusco, Alessandro Romoli, Rita Squarcerti, Chiara Frontini, Rosanna Giliberto ed Emanuele Aronne

Patrizia Arienna, Raimondo Raimondi, Enrico Mezzetti, Umberto di Fusco, Alessandro Romoli, Rita Squarcerti, Chiara Frontini, Rosanna Giliberto ed Emanuele Aronne

Viterbo - Monumento in ricordo dell'eccidio

Viterbo – Monumento in ricordo dell’eccidio

Rita Squarcerti

Rita Squarcerti

Patrizia Arienna e Luciano Mezzetti

Patrizia Arienna e Luciano Mezzetti

Viterbo - Monumento in ricordo dell'eccidio

Viterbo – Monumento in ricordo dell’eccidio

Viterbo – “Il monumento alla donna ignota è un qualcosa di dovuto, anche verso chi ha avuto lo stesso destino”. Rita Squarcerti, presidente dall’associazione Auser Tuscia a piazzale Gramsci questa mattina, per la commemorazione delle vittime dell’8 giugno del 1944, ha parlato della realizzazione del monumento commemorativo. E la sindaca Frontini ha assicurato che il progetto sarà realizzato a breve.

Proprio a piazzale Gramsci, un plotone di soldati tedeschi in ritirata prese a caso tre cittadini e li fucilò. Di due di essi si sa che erano viterbesi: Giacomo Pollastrelli, zio del senatore Sergio Pollastrelli e  Oreste Telli. La terza vittima, una donna, non fu mai identificata. Quella donna, quella vittima, rimase per sempre sconosciuta.

“Per 10 anni – ha continuato la presidente -, abbiamo fatto progetti nelle scuole per commemorare la donna, ma il monumento approvato nel 2024 in onore della sconosciuta, è l’evoluzione naturale di un concetto grande che si cela dietro la sua figura”.

Nel punto in cui fu commesso l’eccidio dai nazisti ai piedi delle mura sorge ora una lapide posta dal comune di Viterbo e dal comitato provinciale Anpi nel giugno del 1984, in occasione del quarantesimo anniversario della liberazione. La lapide nell’elencare le vittime recita in particolare “donna rimasta sconosciuta”.

La donna ignota è ormai un simbolo di tante altre donne che ancora muoiono tragicamente e rimangono sconosciute. In sua memoria è stata deposta una corona di fiori sulla lapide.

Il vicepresidente dell’Auser Luciano Mezzetti, ha ricordato il gran numero di vittime civili avute in passato, e ha raccontato di quante ce ne siano ancora oggi dato lo scenario internazionale. “Le guerre le decidono i potenti, ma sono i civili a rimetterci”, ha concluso Mezzetti.

Anche Patrizia Arienna, socia Auser e referente del progetto sulla donna sconosciuta ha ricordato l’importanza del simbolismo di questa figura, per poi raccontare gli svariati progetti portati nelle scuole per commemorarla: “L’idea di portare negli istituti questa storia, nasce dalla nostra curiosità nel capire cosa suscitasse tra i ragazzi l’idea di questa donna rimasta sconosciuta. I risultati sono stati sorprendenti. Disegni e molto altro che testimoniavano un senso di curiosità e attenzione. Nel 2018 abbiamo anche pubblicato questi lavori”.

È l’assessore Emanuele Aronne a ricordare che uno di questi disegni fatti dai ragazzi, ha vinto il concorso dell’Auser. Sul modello del disegno vincitore infatti, sarà costruito un monumento proprio a piazzale Gramsci: “Con l’illuminazione della torre, al fianco della pietra commemorativa”, ha spiegato l’assessore.

All’evento anche l’assessora Rosanna Giliberto e Raimondo Raimondi, presidente della consulta del volontariato che auspica l’inizio dei lavori il prima possibile.

È invece la sindaca Chiara Frontini ad annunciare: “Da oggi, con la delibera di giunta di qualche ora fa, è stata istituita la giornata commemorativa della città in ricordo della donna sconosciuta. È un messaggio che va eternizzato.

La milite ignota ricorda le donne delle staffette partigiane, le donne che hanno lavorato mentre gli uomini erano al fronte e ci ricorda di tutte le azioni delle donne in prima fila durante le guerre. Vogliamo realizzare la statua che ha vinto il concorso del 2024 il prima possibile, rilanciando le politiche giovanili così da lanciare un messaggio intergenerazionale”.

Anche il presidente della provincia Alessandro Romoli e il presidente dell’Anpi, Enrico Mezzetti, sono intervenuti questa mattina per sottolineare, nel caso del presidente, l’impegno che le istituzioni devono alla commemorazione di questa donna, in quanto “rappresenta un momento di alta levatura istituzionale e un obbligo da trasmettere alle future generazioni. Dobbiamo impegnarci affinché il passato non si ripeta”.

Nel caso di Mezzetti invece, il valore universale che il monumento avrebbe. “Una donna rimasta sconosciuta è diventato un messaggio intrigante. Nelle guerre sempre di più le vittime principale sono i civili, quindi ha ormai un valore universale questa statua”.

Nicole Tarantello


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