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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Pur di restare attaccata allo scranno più alto di Palazzo dei Priori, scopriamo che Chiara Frontini sarebbe disposta pure a fare la candidata sindaca del centrodestra. Quello stesso centrodestra che in circa dieci anni ha additato come il male assoluto di questa città. Certe manovre toccano il fondo della decenza.
Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che oggi ha firmato un patto federativo con Chiara Frontini, avrebbe fatto capire di voler proporre la sua ricandidatura a sindaca al tavolo di centrodestra. Non abbiamo ben capito quale sia questo tavolo.
La Lega, partito storico del centrodestra, non siederà da nessuna parte in cui ci sarà solo la vaga idea di prolungare per altri cinque anni l’agonia inflitta a questa città da un civismo che, oltre a dimostrarsi assolutamente privo di idee e inadeguato a governare questo comune, sta vincendo il primato mondiale del trasformismo.
È veramente incredibile, per non dire osceno, che oggi la sindaca Chiara Frontini possa solo pensare di rappresentare la Lega nelle prossime elezioni comunali, un partito che siede in opposizione a lei dall’inizio del suo mandato, in modo chiaro e trasparente. Niente di personale. Ma noi, cara sindaca, a quel tavolo non ci saremo.
Abbiamo appreso che tra Frontini e Forza Italia è stato firmato un patto “valoriale”. Nei valori delle persone che oggi rappresentano la Lega a Viterbo c’è innanzitutto la coerenza e l’onestà intellettuale verso i cittadini che ci chiedono di rappresentarli.
L’avventura di Chiara Frontini, prima sindaca di Viterbo, finisce con la richiesta di un salvagente alla politica, cioè a chi, nelle sue deliranti affermazioni acchiappa consensi, era l’incarnazione del male della città.
Le cose sono due: o quello che diceva la sindaca non era vero, oppure, adesso, Frontini, pur di restare sulla poltrona, è disposta anche a scendere a patti con chi, a suo dire, è il diavolo.
Frontini, oggi, ha certificato il fallimento del suo progetto civico, chiedendo aiuto ai partiti per restare in sella, tradendo tutti quelli che hanno creduto nella sua battaglia al grido dell’antipolitica.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i suoi assessori e consiglieri, se, finalmente, dopo quattro anni, decideranno di far sentire la loro voce in consiglio comunale.
Andrea Micci
Segretario provinciale Lega – Viterbo

