Genova – Si è tenuta oggi la Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, intitolata ‘Nuove rotte e nuove regole per gli scambi internazionali’, in programma a Genova. E per l’occasione è intervenuta Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr, la quale ha ricordato a margine del convegno: “Le Camere di commercio italiane sono ambasciatrici dell’eccellenza italiana nel mondo. È un sistema integrato molto importante, che parte dalla dimensione più vicina ai territori e si estende a livello internazionale, mettono in connessione il territorio con i mercati esteri, creando un ponte stabile per la crescita delle imprese e della competitività del paese.
Antonella Sberna alla Convention delle Camere di Commercio italiane all’estero
Il governo italiano ha colto il valore di questa rete e l’ha messa al centro della sua diplomazia della crescita, integrando le camere nel sistema dell’export accanto a Ice, Sace e Simest, fino agli sportelli unici presso le ambasciate”.
Mentre durante l’assemblea Sberna si è concentrata innanzitutto sulle sfide dell’Europa: “Sul bilancio europeo 2028-2034 il dibattito è molto acceso, sia sulle cifre del bilancio sia sulla sua architettura. Si dibatte infatti sul passare da un sistema di programmi consolidati a un nuovo modello, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di riorganizzazione e ridefinizione degli strumenti esistenti. Dall’altra parte, si discute anche di quali priorità rafforzare maggiormente in questo nuovo contesto internazionale. Al centro dell’agenda della Commissione e delle istituzioni europee vi è inoltre il tema della semplificazione, che dovrà tradursi non solo in una nuova architettura del bilancio, ma anche in una revisione delle regole e delle procedure”.
E ha concluso quindi la vicepresidente: “La sfida sarà quella di individuare una dotazione finanziaria adeguata, capace di dare risposte concrete ai cittadini, ma anche di mettere i nostri sistemi economici, le nostre imprese e il mondo produttivo nelle condizioni di operare con certezza delle regole, prospettive di crescita e stabilità. Soprattutto, sarà necessario poter contare su strumenti innovativi e su una nuova articolazione delle politiche europee, in grado di rispondere efficacemente a un contesto internazionale profondamente cambiato. Penso, ad esempio, agli accordi commerciali, ma anche alle dinamiche di una forte effervescenza economica globale che potrebbe rappresentare un’opportunità di rilancio per l’Europa”.
