Civita Castellana – È stato arrestato lo scorso 5 giugno l’italiano di Civita Castellana finito in carcere on le aggravanti anti-femminicidio per avere sfregiato al volto la ex sferrandole una coltellata.
Carabinieri e 118 – Foto di repertorio
Erano circa le 10 di mattina di venerdì 5 giugno quando è scattato l’allarme per una aggressione avvenuta in località Pian Paradiso, nei pressi della “Chiesa Ortodossa Romena d’Italia”.
In manette è finito un 37enne, che per l’appunto ha colpito con un coltello l’ex fidanzata, anche lei italiana, di 33 anni, non accettando la fine della loro relazione sentimentale.
La vittima, residente nel comune di Rignano Flaminio in provincia di Roma, ha allertato telefonicamente in modo diretto la stazione dei carabinieri della propria zona di residenza. I militari di Rignano Flaminio sono arrivati rapidamente sul luogo, operando congiuntamente ai colleghi di Civita Castellana, inviati a loro volta dalla centrale operativa a seguito della segnalazione dell’accoltellamento.
A causa dell’aggressione, la donna ha riportato un profondo taglio allo zigomo sinistro, destinato a causare una deformazione e uno sfregio permanente al viso. Ha inoltre subito ferite al polso sinistro, a una mano e a un dito della mano destra. La prognosi iniziale di guarigione stabilita per le lesioni è di 20 giorni.
“Durante i controlli di rito per l’identificazione, l’aggressore ha inizialmente fornito false generalità esibendo documenti d’identità intestati a un’altra persona”, si legge in una nota dei carabinieri. Le forze dell’ordine, notando l’evidente difformità tra il viso dell’uomo e la fotografia sul documento, lo hanno sottoposto a perquisizione personale, riuscendo così a recuperare i suoi veri documenti e ad accertarne la reale identità.
L’uomo è stato tratto in arresto e condotto presso la casa circondariale “Nicandro Izzo” di Viterbo. I reati contestati sono di lesioni personali aggravate dall’uso di armi, dal movente riconducibile al rifiuto della donna di proseguire il rapporto affettivo e dalla finalità di limitare le libertà individuali della vittima.
Il pubblico ministero Paola Conti gli ha contestato l’aggravante dello sfregio al viso permanente (art. 583-quinquies c.p.) nonché l’ulteriore aggravante legata legata agli atti di “controllo, possesso o limitazione della libertà”, prevista dalla legge del 2 dicembre 2025, n. 181, che ha introdotto nel nostro ordinamento tutele più severe contro la violenza di genere, fino all’ergastolo per il reato di femminicidio, previsto dal nuovo articolo 577 bis del codice penale.
Il giudice, convalidando l’arresto, ha disposto la misura di custodia cautelare in carcere.
– Sfregia la ex, in carcere con le aggravanti anti-femminicidio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
