Viterbo – Sì alla mobilità volontaria verso il nuovo presidio doganale, ma con sostituzione integrale del personale. La posizione di Uil Fp: “Adm Lazio 3 non può pagare il prezzo dello sviluppo di Orte”.
Orte – L’interporto
L’apertura del futuro presidio doganale presso l’interporto di Orte, prevista per gennaio 2027, rappresenta una delle sfide più rilevanti per il futuro dell’agenzia delle dogane e dei monopoli e per le prospettive di crescita economica e occupazionale dell’intero territorio compreso tra Lazio e Umbria.
È questa la posizione espressa dalla Uil Fp, intervenuta sul tema dopo il confronto tenutosi il 9 giugno 2026 presso l’Uadm Lazio 3 di Civitavecchia alla presenza del direttore, Raffaele Capuano, delle organizzazioni sindacali e della Rsu. Per la Uil Fp il dossier Orte non rappresenta una questione contingente, ma un progetto strategico seguito e monitorato da anni.
L’interporto, infatti, è considerato un’infrastruttura di rilevanza nazionale destinata a ridefinire gli equilibri logistici del centro Italia e a rafforzare il ruolo dell’Agenzia nei nuovi corridoi commerciali.
“L’interporto di Orte non è semplicemente un nuovo ufficio da attivare”, sottolineano il coordinatore regionale Uil Fp Dogane e Monopoli Roma e Lazio Virgilio Tisba e il segretario generale Uil Fp di Viterbo Diego Basile.
“Si tratta – continuano Tisba e Basile – di una struttura strategica che consentirà all’Agenzia di presidiare con maggiore efficacia i flussi commerciali, garantire la legalità dei traffici, velocizzare le operazioni di sdoganamento e sostenere la competitività delle imprese. Allo stesso tempo, rappresenta un potente motore di sviluppo per il territorio e per il lavoro”.
Secondo la Uil Fp, la presenza di un presidio doganale efficiente costituisce la condizione indispensabile per il pieno decollo dell’Interporto di Orte. Le aziende già insediate nell’area necessitano di servizi doganali operativi direttamente sul posto per poter lavorare in modo competitivo sui mercati internazionali. Parallelamente, la certezza della presenza dell’Agenzia delle Dogane rappresenta un fattore decisivo per attrarre nuovi investimenti e nuovi operatori logistici, evitando che le imprese orientino le proprie scelte verso altri hub già dotati di strutture analoghe.
L’effetto positivo non riguarda soltanto il comparto logistico. Attorno alla funzione doganale si sviluppa infatti un indotto articolato che coinvolge autotrasporto, manutenzione, servizi tecnici e informatici, vigilanza, ristorazione, forniture industriali e servizi alle persone.
Una filiera economica che può generare nuova occupazione e nuove opportunità di crescita per l’intera area. La Uil Fp evidenzia inoltre la posizione geografica unica dell’Interporto di Orte, considerato il naturale retroporto dello scalo di Civitavecchia e uno snodo centrale tra le direttrici tirrenica e adriatica, nonché tra Roma e il Nord Italia.
“Per l’agenzia delle dogane e dei monopoli Orte non può essere considerato un presidio periferico – ribadiscono Tisba e Basile -. È un investimento strategico – aggiungono poi i sindacalisti – sul quale occorre costruire una presenza stabile e adeguatamente dimensionata. Pensare di affrontare questa sfida sottraendo personale a uffici già in difficoltà significherebbe non comprendere la reale portata del progetto”.
Sul tema della mobilità del personale verso il futuro distaccamento di Orte, la posizione della Uil Fp è netta. L’organizzazione sindacale non si oppone alla mobilità volontaria dei lavoratori interessati a cogliere una nuova opportunità professionale. Tuttavia, pone una condizione considerata imprescindibile: ogni unità di personale trasferita dovrà essere contestualmente sostituita.
“Il principio deve essere chiaro e rigoroso – sottolineano Tisba e Basile -: uno entra e uno esce. Ogni collega che sceglierà di trasferirsi a Orte dovrà essere integralmente sostituito attraverso nuove assegnazioni o mediante personale proveniente da altri uffici regionali. Gli uffici di Civitavecchia, Viterbo e Rieti non possono subire ulteriori riduzioni di organico”.
Una richiesta che nasce da una situazione già particolarmente delicata. Con la recente riorganizzazione, infatti, Uadm Lazio 3 ha assorbito integralmente le attività del settore monopoli senza ricevere alcun incremento di personale. Nei mesi successivi, lavoratrici e lavoratori hanno garantito con professionalità e senso di responsabilità il trasferimento delle competenze e la continuità del servizio, sostenendo un significativo aumento dei carichi di lavoro.
Per garantire che l’apertura del nuovo presidio rappresenti una reale opportunità e non un ulteriore elemento di criticità organizzativa, la Uil Fp chiede all’Amministrazione un intervento articolato su quattro punti fondamentali:
– attivazione di un interpello a carattere regionale, aperto a tutto il personale del Lazio e non limitato al solo Uadm Lazio 3;
– applicazione rigorosa del principio della sostituzione integrale del personale trasferito;
– definizione preventiva di un piano di rafforzamento degli organici di Lazio 3 per assicurare la gestione ordinaria delle attività del settore monopoli;
– riconoscimento formale, sia sul piano economico che professionale, dell’impegno profuso dal personale che ha garantito la tenuta dei servizi durante la fase di riorganizzazione.
La dichiarazione di: Uil Fp Dogane e Monopoli Virgilio Tisba e il Segretario Generale Uil Fp di Viterbo Diego Basile per la Uil Fp è “l’Interporto di Orte rappresenta una grande opportunità per lo Stato, per l’Agenzia delle Dogane, per le imprese e per i lavoratori. Proprio per questo, però, il progetto deve essere sostenuto con investimenti adeguati e con una programmazione che non scarichi i costi dell’espansione sugli uffici già esistenti”.
“La nostra posizione – proseguono Tisba e Basile – è semplice e coerente: sì alla crescita professionale dei lavoratori, sì a un presidio doganale forte e moderno a Orte, ma no all’impoverimento degli uffici di Civitavecchia, Viterbo e Rieti. Prima si rafforzano gli organici e si riconosce il lavoro svolto dal personale, poi si procede all’apertura del nuovo presidio”.
Una linea che la Uil Fp annuncia di voler difendere con determinazione nei prossimi confronti con l’amministrazione.
“La dogana di Orte – concludono Tisba e Basile – deve diventare un valore aggiunto per il sistema paese e per il territorio. Non consentiremo che una scelta strategica di sviluppo si trasformi in un’operazione a saldo zero costruita sulle spalle dei lavoratori. Su questo continueremo a vigilare e a far sentire la nostra voce”.
Uil Fp Viterbo
