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“Siringhe usate, strada come una latrina, minacce e risse: fino a quando dobbiamo vivere così?”

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Viterbo - Degrado a viale Trento

Viterbo – Degrado a viale Trento

Viterbo - Degrado a viale Trento

Viterbo – Degrado a viale Trento

Viterbo - Degrado a viale Trento

Viterbo – Degrado a viale Trento

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo –  Degrado e insicurezza: fino a quando noi cittadini dovremo vivere così? Ora servono i fatti.

Siamo cittadini che pagano regolarmente le tasse. Siamo titolari di attività che cercano con fatica di andare avanti, investendo sul territorio e rispettando le regole. Eppure, la domanda che ci poniamo ogni giorno, guardandoci intorno, è solo una: è possibile che si sia costretti a vivere in questo stato di totale degrado e insicurezza?

La risposta purtroppo è racchiusa in una serie di istantanee quotidiane che documentano una realtà ormai fuori controllo. Non parliamo di percezioni, parliamo di fatti visibili a chiunque passi per le nostre strade.

Una cronaca quotidiana di abbandono e insicurezza.

Le immagini raccolte nell’ultimi giorni parlano da sole e mostrano una zona lasciata a se stessa, dove le più basilari regole di convivenza civile e di igiene sembrano non esistere più.

Sostanze e siringhe per strada: sull’asfalto, a pochi passi dal passaggio delle persone e delle auto, si trovano siringhe usate abbandonate, chiaro segnale del livello di tossicodipendenza che gravita nella zona.

Emergenza igienico-sanitaria: la strada viene costantemente utilizzata come una vera e propria latrina a cielo aperto. Odori nauseabondi e sporcizia regnano sovrani nell’indifferenza più totale, e nessuno si preoccupa minimamente di igienizzare o disinfettare l’area per tutelare la salute pubblica.

Persone in stato di alterazione e abbandono: ci sono soggetti palesemente alterati o accasciati sui marciapiedi a ridosso degli alberi, in condizioni di totale degrado personale e sociale.

Bivacchi e occupazione degli spazi pubblici: le aree verdi e le aiuole spartitraffico sono diventate zone di bivacco a cielo aperto, con persone sdraiate a terra a qualunque ora o che occupano i passaggi pedonali costringendo chi cammina a scendere in strada.

Si è arrivati persino all’installazione di amache private agganciate alle recinzioni pubbliche, come se lo spazio collettivo fosse un campeggio privato.

Assembramenti continui e microcriminalità: i marciapiedi e le panchine sono costantemente occupati da gruppi che consumano alcolici e presidiano la zona, creando un clima di costante tensione e soggezione per i residenti e per chiunque si trovi a passare.

Vandalismo e sporcizia: il rispetto per il decoro urbano è inesistente. Fioriere distrutte, terra rovesciata, piante sradicate e bottiglie di birra vuote lasciate a terra davanti alle vetrine delle attività. A questo si aggiunge la gestione selvaggia dei rifiuti e delle merci, con marciapiedi occupati da scatoloni, carrelli della spesa e sacchi dell’immondizia accumulati in mezzo alla strada.

Minacce e violenza: la situazione sta precipitando.

La situazione sta degenerando rapidamente e le ultime 24 ore sono state l’ennesima dimostrazione di una totale mancanza di tutela per chi lavora e vive qui.

Ieri sera, intorno alle 23, un individuo ha rivolto pesanti minacce verbali direttamente contro il titolare di un’attività della via, un episodio inquietante che dimostra l’arroganza e il senso di impunità di questi soggetti.

Subito dopo, l’ennesima rissa: un violento scontro fisico si è consumato sotto le finestre delle nostre case e davanti alle nostre vetrine.

È la goccia che fa traboccare un vaso già colmo da tempo. Non è più solo una questione di decoro o di estetica; è una questione di sicurezza pubblica. Abbiamo paura a uscire di casa la sera, abbiamo paura ad accogliere i clienti nei nostri negozi.

La richiesta a chi di competenza: vogliamo i fatti.

Ci rivolgiamo direttamente a tutti gli organi competenti.

Vogliamo sapere, chiaramente e senza giri di parole, come si intende procedere.

Siamo stanchi delle promesse, dei tavoli tecnici e delle parole di circostanza. Chi paga le tasse ha il diritto sacrosanto di esigere sicurezza, pulizia e legalità. Chiediamo interventi immediati, presidi fissi, pulizie straordinarie di sanificazione e un controllo reale del territorio. Non domani, non tra un mese. Adesso. Servono i fatti concreti.

Comitato Cittadino per la sicurezza e la riqualificazione di Viterbo


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