Civita Castellana – Guerra tra bande di pusher tunisini e marocchini a Civita Castellana, sono arrivate altre due condanne, a sette anni e nove mesi di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato, per altri due dei quattro marocchini arrestati per tentato omicidio e lesioni aggravate in seguito all’agguato a colpi di machete ai danni di due tunisini del 16 marzo 2025 in via Ferretti. Si tratta di un 38enne e di un 32enne originari del Marocco, comparsi ieri davanti al gip Federico Bonato, dopo la richiesta di rito alternativo del difensore Luigi Mancini.
Civita Castellana – Accoltellamento in via Ferretti – I carabinieri sul posto
Un altro connazionale, di 29 anni, è stato condannato a sette anni e mezzo di carcere, sempre con l’abbreviato, lo scorso 10 febbraio. Il quarto, un 25enne, è a processo col rito ordinario davanti al collegio del tribunale di Viterbo. Parte civile, in tutti i procedimenti, assistito dall’avvocato Walter Pella, il 28enne tunisino che ha rischiato la vita, cui sono stati riconosciuti 20mila euro di provisionale, 10mila ciascuno, da parte dei tre aggressori già condannati. Solo parte offesa l’altro, un connazionale 23enne, dimesso con una prognosi di 41 giorni.
Su una Panda di colore grigio-celeste, la coppia di tunisini stava passando in macchina in via Ferretti. quando sono stati speronati da due vetture all’altezza del ristorante. Un’auto gli si è messa di lato, l’altra li ha tamponati bloccandoli per impedire loro di scappare.
A bordo c’erano sei marocchini pronti a sferrare loro i colpi feroci che per poco non li hanno uccisi, a bordo di una Punto azzurro chiaro e di una Fiesta grigia, che li hanno aggrediti con il machete e altre armi da taglio e da punta, scaraventandoli a terra dove sono stati poco dopo soccorsi mentre erano esanimi in una pozza di sangue. Titolare del fascicolo, il pubblico ministero Paola Conti.
La vittima che per poco non ci ha lasciato la pelle, sottoposta a plurimi interventi, è giunta al pronto soccorso dell’Andosilla, da dove è stata trasferita all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, con tre lesioni a livello toracico di cui due lesioni per estensione e profondità rendevano visibile i tessuti ed organi toracici (polmone e diaframma, emitorace destro), fratture delle costole e della scapola, una ferita da taglio con notevole estensione e profondità alla regione lombare sinistra in corrispondenza dei muscoli paravertebrali, che attraversava il muscolo ileo psoas e raggiungeva il colon discendente sino a determinare la perforazione.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
