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Viterbo – Riceviamo e publichiamo – Commercio e grande distribuzione: Cobas Viterbo lancia una campagna per la trasparenza e i diritti del lavoro.
La confederazione Cobas di Viterbo ha inviato all’ispettorato territoriale del lavoro, alla prefettura, ai comuni della provincia e agli enti competenti una richiesta formale di monitoraggio e verifica delle condizioni di lavoro nel settore del commercio e della grande distribuzione organizzata.
L’iniziativa rappresenta il primo passo di una campagna più ampia che il sindacato intende sviluppare nei prossimi mesi sul territorio della Tuscia, con l’obiettivo di accendere i riflettori su un comparto che occupa migliaia di lavoratrici e lavoratori ma che troppo spesso rimane fuori dal dibattito pubblico quando si parla di diritti, salari, sicurezza e qualità dell’occupazione.
Negli ultimi anni la provincia di Viterbo ha assistito all’espansione di centri commerciali, parchi commerciali e nuove attività della grande distribuzione. Ogni nuova apertura viene generalmente accompagnata da annunci riguardanti i posti di lavoro creati e le ricadute economiche sul territorio. Un aspetto importante, che tuttavia non può esaurire la discussione.
La domanda che vogliamo porre è semplice. Non basta sapere quanti posti di lavoro vengono creati. È necessario capire che tipo di lavoro viene creato, con quali salari, con quali diritti, con quali condizioni di sicurezza e con quali prospettive per chi lavora.
La lettera inviata alle istituzioni richiama l’attenzione su alcuni aspetti che caratterizzano oggi il settore del commercio: la diffusione del part-time involontario, la crescente flessibilità degli orari, il lavoro domenicale e festivo, il ricorso agli appalti e alle esternalizzazioni e il fenomeno del dumping contrattuale, legato all’applicazione di contratti collettivi che possono determinare condizioni economiche e normative peggiorative rispetto a quelle garantite dai contratti maggiormente rappresentativi.
Non stiamo puntando il dito contro nessuna azienda specifica. Chiediamo però che le istituzioni svolgano pienamente il proprio ruolo di vigilanza e controllo, affinché la competizione tra imprese non avvenga sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il tema assume un’importanza ancora maggiore alla luce delle recenti discussioni nazionali sul lavoro povero, sulla rappresentanza sindacale e sulla necessità di contrastare i fenomeni di dumping salariale e contrattuale.
La campagna non si fermerà alla lettera inviata agli enti pubblici. Nei prossimi mesi il sindacato annuncia infatti una serie di iniziative che comprenderanno attività di informazione nei luoghi di lavoro, raccolta di segnalazioni da parte delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, momenti pubblici di confronto e ulteriori richieste di trasparenza rivolte alle istituzioni e agli operatori economici del territorio.
Vogliamo costruire un osservatorio permanente sulle condizioni di lavoro nel commercio e nella grande distribuzione della Tuscia. Troppo spesso si parla di consumi, investimenti e sviluppo senza ascoltare chi ogni giorno tiene aperti negozi, supermercati e centri commerciali. Noi vogliamo partire proprio da quelle persone.
Lo sviluppo economico di un territorio non può essere misurato esclusivamente dal numero delle nuove aperture commerciali, ma anche dalla qualità dell’occupazione che esse producono.
“Nuovi negozi, nuovi centri commerciali, nuovi posti di lavoro. Ma quale lavoro?” sarà il filo conduttore delle iniziative che il sindacato intende promuovere nei prossimi mesi nella provincia di Viterbo.
Luca Paolocci
Rappresentante Legale
Confederazione Cobas Viterbo
