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Ventenne suicida in clinica, tra i consulenti il professor Stefano Ferracuti

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Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Riprenderà in autunno davanti al giudice Ilaria Inghilleri il processo per omicidio colposo aggravato dall’omessa valutazione del rischio suicidario allo psichiatra e direttore sanitario della clinica di Soriano nel Cimino, specializzata in disturbi alimentari, in cui la sera del 27 dicembre 2020 si è tolta la vita nel bagno della sua camera una paziente ventenne. Sarà una udienza importante, perché saranno sentiti due consulenti di parte civile della famiglia. Il fratello e la sorella della vittima sono assistiti dall’avvocato Roberto Borgogno e i genitori dall’avvocato Amedeo Centrone.


Il professor Stefano Ferracuti

Il professor Stefano Ferracuti


Secondo il professor Franco Ferracuti, il noto psichiatra 68enne romano, anche lui consulente dei quattro familiari che si sono costituiti parte civile, non vi è stata una effettiva valutazione, nonostante i dati anamnestici, di un rischio suicidario.

La giovane aveva messo in atto un altro tentativo di togliersi la vita nella sua abitazione, appena quattro giorni prima del ricovero del 6 novembre 2020, quando era stata trovata dalla madre con una cintura al collo e un cuscino in faccia. Ma nella cartella clinica, al momento dell’ingresso, sarebbe stata indicata solo la “bulimia nervosa”, senza alcun riferimento al tentativo di suicidio.

Sempre secondo il professor Ferracuti, c’è stata una mancata“tematizzazione”del suicidio nel corso del percorso terapeutico ~ nonostante tale rischio fosse concreto per la precedente ideazione suicidaria di inizio novembre, il che ha influito sulle modalità della gestione della paziente, impendendo di scongiurare il gesto anticonservativo realizzato la sera del 27 dicembre, essendo stati somministrati medicinali non idonei a prevenire il rischio suicìdari e sottovalutata la brusca alternanza di stati emotivi, cosi come l’instabilità della giovane.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il


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