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Viterbo saluta Pio Marcoccia, sindaco gentile e cittadino appassionato: “La tua è stata una politica alta, concreta, operosa”

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Viterbo – Viterbo saluta Pio Marcoccia, sindaco gentile e cittadino appassionato. 

Un pomeriggio caldo di inizio estate e una folla commossa hanno salutato Pio Marcoccia nella chiesa della Trinità. È stata l’ex assessora comunale della giunta Michelini Raffaela Saraconi a inizio celebrazione, a ricordare l’ex sindaco con parole commosse, sottolineandone il profilo umano, professionale e politico.

Pio Marcoccia

Pio Marcoccia


“Mi hai insegnato tanto – ha esordito Saraconi -. Non è facile raccontarti in poche parole, perché eri una persona ricca e complessa. Eri un architetto, un uomo delle istituzioni, un abile imprenditore e un cittadino appassionato”.

Saraconi ha poi richiamato la sua idea di politica: “Da sindaco di Viterbo hai portato nelle istituzioni la tua lucidità, il tuo intuito, la tua visione. La tua è stata una politica alta, concreta, operosa”.

Di fondo a ogni ruolo e decisione, l’amore per Viterbo. “Conoscevi questa città – ha proseguito Saraconi – come pochi altri, ne conoscevi le contraddizioni, in quel suo continuo oscillare tra immobilismo e cambiamento. La tua è stata una politica alta, concreta, operosa, vicina alla gente. Sapevi ascoltare il rumore della città e trasformarlo in pensiero, progetto e azione”.

Viterbo - I funerali di Francesco Pio Marcoccia

Viterbo – I funerali di Francesco Pio Marcoccia – Raffaela Saraconi


Commovente anche il riferimento alla malattia: “Mai un lamento, mai una recriminazione. Hai combattuto con forza e dignità fino all’ultimo”. Nonostante la malattia, l’amore e l’attenzione per Viterbo non sono mai venuti meno.

“Hai seguito fino all’ultimo le vicende di Viterbo – ha raccontato Saraconi -, le sue dinamiche, le sue vicende e le sue prospettive, e lo hai fatto con lo spirito acuto dell’osservatore sapiente, di chi ha attraversato la vita senza subirla”.

Saraconi ha proseguito il suo racconto. Condividendo con le centinaia persone presenti la storia di un uomo integro, di un uomo perbene, che ha agito sempre fedele a se stesso e ai suoi valori. Con commozione ha poi salutato l’ex sindaco di Viterbo e i suoi familiari, passando idealmente il testimone al parroco della Trinità, Giuseppe Caciotti.


Il frate agostiniano ha portato il saluto del vescovo Orazio Francesco Piazza, che non ha potuto presenziare la messa perché fuori Viterbo.

“Davanti al mistero abissale della morte – ha detto Caciotti -, la risposta viene dall’alto. Davanti all’altare ci viene in mente ogni gesto, ogni sorriso, ogni atto di bene del nostro amato Pio. Tutto il bene – ha proseguito Caciotti – è ora raccolto dalle mani del padre per l’eternità”.

Marcoccia era legato alla chiesa della Trinità, e il parroco del santuario agostiniano ha proseguito il suo racconto.

“Se volessimo descrivere Pio con le parole del Vangelo potremmo usare l’espressione ‘beati i miti’ – ha detto Caciotti -. Pio è stato un uomo mite, un uomo gentile. Con il cuore animato da una volontà civile e da una grande fede. Ogni sabato – si è rivolto il parroco alla moglie di Marcoccia seduta insieme ai figli al primo banco -, siedeva qui con sua moglie attingendo forza dall’eucarestia. La comunità agostiniana perde non soltanto un vicino accogliente, ma anche un amico che incoraggiava. Lo affidiamo a Maria Liberatrice. Affidiamo a lei anche la famiglia, affinché ogni vuoto venga colmato e ogni ferita guarita”.

Una folla gremita e commossa ha salutato l’ex sindaco di Viterbo. Tra gli altri la sindaca Frontini, l’assessore Giancarlo Martinengo, Giuseppe Fioroni, il vicario del questore e capo della squadra mobile di Viterbo Fabio Zampaglione, l’ex sindaco Giovanni Arena, l’ex sindaco Leonardo Michelini, l’architetto Raffaele Ascenzi. La sindaca non ha indossato la fascia per volontà della famiglia che ha preferito si partecipasse al funerale sul piano personale.

Irene Temperini


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