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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Martedì 14 luglio, il comitato NoncelaBeviamo e l’Associazione di base dei consumatori (A.Ba.Co.) Lazio hanno incontrato la sindaca di Viterbo Chiara Frontini. L’inerzia istituzionale, a fronte della gravità della situazione, ci impone di mantenere alta l’attenzione. I fatti ci danno tragicamente ragione. È di due giorni fa una nuova ordinanza di non potabilità per sforamento dei valori di fluoruri e arsenico nella zona di San Martino al Cimino.
A.Ba.Co. e il comitato NoncelaBeviamo denunciano una gestione completamente inadeguata del servizio idrico da parte della società Talete spa. Da anni si assiste a continui sforamenti dei valori di potabilità dell’acqua per arsenico, fluoruri, colibatteri, enterococchi; continue perdite nelle reti idriche e frequenti interruzioni del servizio pubblico in tutta la provincia. Cittadini ignari, che non hanno a disposizione strumenti per capire se possono utilizzare o meno l’acqua che esce dal rubinetto e, paradossalmente, costretti a pagare tariffe tra le più alte di tutta Italia persino quando l’acqua è dichiarata dalle istituzioni non potabile. È sotto gli occhi di tutti che il modello Talete spa, quale gestore unico della provincia, è un modello inefficiente e da abbandonare. Occorre restituire dignità al servizio pubblico e soprattutto occorre che si concluda l’esperienza delle spa e si restituisca la gestione dell’acqua ai territori attraverso forme di gestione pubblica.
Durante il confronto abbiamo avanzato alcune precise richieste:
• Abbiamo chiesto alla sindaca di Viterbo, in qualità di socio che detiene il maggior pacchetto azionario di Talete spa, di riaprire la discussione all’interno dell’assemblea dei sindaci dell’Ato e di proporre il superamento del gestore unico Talete spa avviando un confronto su una forma di gestione pubblica in nome della volontà dei cittadini espressa nel referendum del 2011.
• Garantire, in qualità di massima autorità sanitaria locale, un’informazione trasparente e tempestiva ai cittadini sullo stato della qualità delle acque istituendo un sistema di avviso immediato e capillare ai cittadini in caso di non potabilità dell’acqua.
• Trasparenza sui dati. Chiediamo l’istituzione di un osservatorio popolare che garantisca ai cittadini una comunicazione trasparente e tempestiva, superando l’opacità che finora ha caratterizzato i disservizi e i ripetuti sforamenti dei parametri dell’acqua. È impensabile che Talete spa, la società che gestisce la distribuzione, possa diventare in qualche maniera chi stabilisce la potabilità dell’acqua.
• Interventi strutturali. È urgente avviare un piano d’azione risolutivo per l’emergenza idrica. Abbiamo proposto e ribadito che esistono soluzioni tecniche percorribili, anche più efficienti e perfino più economiche di quelle prospettate finora. Si promuova la discussione in seno all’assemblea dei sindaci dell’Ato.
• Abbiamo chiesto al comune di Viterbo di assumere una posizione sul risarcimento da parte di Talete spa delle bollette non dovute per tutti i periodi in cui l’acqua non è stata potabile e allo stesso tempo di vietare l’emissione di ulteriori bollette non dovute per i periodi in cui la fornitura non è conforme alle norme previste.
Il ruolo di socio maggioritario impone all’amministrazione una scelta di campo univoca. È arrivato per tutti il momento di decidere, non è più tollerabile una posizione ambigua che non distingua chiaramente tra la difesa del bene pubblico e un silenzio complice verso chi ha responsabilità dirette in questa crisi.
Sebbene l’ascolto sia stato attento, non ci riteniamo soddisfatti. Abbiamo chiarito che, in assenza di risposte concrete, la nostra protesta si sposterà in piazza. In quest’ottica, abbiamo sollecitato la convocazione di un consiglio comunale straordinario aperto ai cittadini per un confronto pubblico sul tema della gestione idrica perché è inaccettabile andare avanti solo a colpi di ordinanze di non potabilità e aumenti delle tariffe.
Non è inoltre tollerabile che la discussione su un bene pubblico ed essenziale alla vita come l’acqua si svolga nelle segrete stanze o, peggio, in seno a un consiglio di amministrazione di una spa.
Invitiamo i cittadini a seguire i nostri canali social e i nostri siti per rimanere aggiornati sugli sviluppi di questa battaglia. Noi non faremo passi indietro, sostenete le iniziative che il comitato “NoncelaBeviamo” e A.Ba.Co. promuoveranno a breve.
Comitato “NoncelaBeviamo” – Associazione di base dei consumatori A.Ba.Co. Lazio
