- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Antoniozzi spieghi: questa è cultura o campagna elettorale?

Condividi la notizia:

Viterbo – Una celebrazione delle magnifiche sorti e progressive di Giancarlo Gabbianelli e Chiara Frontini.

Questo è stato l’incontro del 27 luglio nel cortile di palazzo dei Priori, inserito nel festival Ombre e sostenuto dal comune con 50mila euro.

Altro che confronto tra due generazioni di sindaci. Sul palco è andato in scena il vero avvio della campagna elettorale di Frontini: conferma della ricandidatura, investitura da parte di Gabbianelli, appello al centrodestra e simbolico passaggio della fiaccola della politica onesta.

Non un dibattito, ma una cerimonia. Senza un giornalista chiamato a porre domande da giornalista, ma un semplice chierico celebrante.

Giancarlo Gabbianelli, Chiara Frontini Raffaele Strocchia

Giancarlo Gabbianelli, Chiara Frontini e Raffaele Strocchia


Eppure gli argomenti non mancavano.

Gabbianelli fu imputato nell’inchiesta Cev. Tra le accuse iniziali figurava anche quella di associazione per delinquere. All’epoca Gabbianelli parlò di “fango” che sarebbe stato ripulito con una sentenza di assoluzione. Come lasciò intendere. Dopo avere inizialmente rinunciato alla prescrizione e chiesto di arrivare a sentenza, nel 2018 Gabbianelli accettò però la prescrizione.

Nel 2008 Gabbianelli si era dimesso da sindaco. Fatti importanti per una sindacatura. Ma non per giornalista che officiava la celebrazione.

Fabio Cavini

Fabio Cavini


Frontini è imputata con il marito Fabio Cavini per minaccia aggravata nel processo nato dalla cosiddetta “cena dei veleni” in casa di Marco Bruzziches.

Nessuna domanda sul Cev. Nessuna domanda sulla “cena dei veleni”. Nessuna domanda sui problemi più controversi della attuale amministrazione: il declino del centro storico, la viabilità impossibile, i cordoli delle piste ciclabili imbarazzanti, la sicurezza inesistente, i costi della giunta attuale esorbitanti, la retribuzione della sindaca Frontini di quasi 10mila euro lordi al mese, le tensioni e le fuoriuscite dalla maggioranza, la nomina di un pregiudicato ad assessore e l’effettiva utilità per la città dei progetti finanziati con il Pnrr.

Giancarlo Gabbianelli e la sua pupilla Chiara Frontini

Giancarlo Gabbianelli e la sua pupilla Chiara Frontini


Nessuna domanda, insomma, su tutto ciò che avrebbe potuto trasformare la celebrazione in un vero confronto.

Dopo aver risparmiato ai due protagonisti ogni questione scomoda, il “giornalista” ha deciso di alzare il livello: “Preferite il kebab o l’hot dog da Gigi?”.

Finalmente il vero dilemma di Viterbo.

Mentre restavano fuori il Cev, la “cena dei veleni”, il centro storico, la sicurezza e i costi della giunta, il pubblico ha potuto assistere alla vittoria dell’hot dog sul kebab.

Almeno su questo Frontini e Gabbianelli sono stati unanimi: meglio l’hot dog da Gigi. Come abbiamo già ricordato.

Questa non è cultura. E non è giornalismo. È propaganda elettorale ospitata in un festival finanziato con denaro pubblico.

Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi


Abbiamo provato a rivolgere alcune domande all’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi, che in conferenza stampa a suo tempo ha annunciato il finanziamento di 50 mila euro. Ci ha risposto che in quel momento era impegnato perché il giorno dopo c’era il consiglio comunale sul bilancio e che ci saremmo sentiti più tardi. Come tutti sanno l’assessore alla Cultura è impegnatissimo il giorno prima del consiglio sul bilancio. 

Poi non ha più risposto alle telefonate, neppure il giorno seguente. Le domande restano, però.

Assessore, ritiene accettabile che un festival culturale, sostenuto dal comune con 50mila euro, ospiti quello che si è trasformato nell’avvio della campagna elettorale della sindaca?

Un pezzo della cena dei veleni, ecco chi governa Viterbo


Come può essere definito confronto un incontro senza una sola domanda critica? Nessuna domanda vera? Senza contraddittorio.  

Perché nessuno ha chiesto a Gabbianelli dell’inchiesta Cev? Poteva essere un amarcord interessante, perfino sul piano storico-politico.

Perché nessuno gli ha chiesto delle dimissioni da sindaco del 2008 e, separatamente, dell’accettazione della prescrizione avvenuta nel 2018?

Perché nessuno ha chiesto a Chiara Frontini della “cena dei veleni”? Ha chiesto se è normale che una imputata per fatti così gravi politicamente si candidi?

Ritiene giornalismo, assessore, quello praticato da chi evita ogni questione scomoda e si limita ad accompagnare la celebrazione dei due protagonisti come un chierico officiante?

I 50mila euro dei cittadini sono stati concessi per produrre cultura o per offrire alla sindaca Frontini un palcoscenico elettorale?

Antoniozzi non ha risposto. Del resto, come si dice, uno il coraggio politico non se lo può dare.

Carlo Galeotti


– Gabbianelli passa la fiaccola a Frontini e benedice la ricandidatura, lo spettacolino elettorale finisce sull’hot dog di Carlo Galeotti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: