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In carcere per il furto di una bottiglia di champagne e di un albero di Natale…

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Vetralla – (sil.co.) –  Dietro le sbarre per il furto di una bottiglia di champagne e di un albero di Natale messi a segno in una enoteca e in parrocchia lo scorso mese di dicembre. Niente sconti per chi viola la detenzione domiciliare, definitiva la revoca della misura per un pregiudicato cinquantenne di Vetralla cui il beneficio era stato concesso il 3 aprile 2025 e poi ripristinato dopo una prima sospensione dello scorso 18 agosto. 


Il carcere Nicandro Izzo in località Mammagialla

Il carcere Nicandro Izzo in località Mammagialla


La corte di cassazione ha confermato la revoca della detenzione domiciliare per un cinquantenne ai domiciliari che, invece di reinserirsi socialmente, è tornato a delinquere sottraendo bottiglie di pregio e persino addobbi natalizi in chiesa. Motivo per cui è finito in carcere a Mammagialla. 

Con sentenza del 29 aprile, i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso del difensore del cinquantenne, confermando l’ordinanza del tribunale di sorveglianza di Roma che gli aveva revocato l’esecuzione della pena presso il domicilio. Lo scorso 4 giugno sono state pubblicate le motivazioni della sentenza.

Il pregiudicato era stato ammesso a scontare la pena a casa ai sensi della cosiddetta norma svuota-carceri per le pene brevi. Tuttavia, tra agosto e dicembre 2025, i carabinieri di Vetralla hanno accertato nuove condotte illecite, dal furto in enoteca alla refurtiva in parrocchia. 

Le telecamere di videosorveglianza di un’enoteca di Vetralla, lo scorso 6 dicembre, lo hanno ripreso mentre nascondeva una bottiglia in una busta, in concorso con il figlio minorenne della compagna. Una denuncia del parroco ai carabinieri ha invece segnalato la sottrazione, lo scorso 18 dicembre, dell’albero di Natale della parrocchia, oltre a ripetuti tentativi di asportare candele e altri oggetti in chiesa.

La difesa ha presentato ricorso in cassazione sostenendo che si trattasse di notitiae criminis per reati “bagatellari” (di modesto valore), frutto di equivoci o di iniziative del minore, e lamentando una mancata valutazione di proporzionalità da parte del tribunale.

La suprema corte ha ritenuto il ricorso infondato, evidenziando la correttezza della motivazione del tribunale di sorveglianza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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