Viterbo – “Se la scritta ‘Casa del Balilla’ non viene cancellata, mi incateno all’ingresso del liceo”. Paolo Bianchini, 93 anni, nipote del partigiano Mariano Buratti, fucilato a Roma dai nazifascisti all’inizio del 1944, medaglia d’oro al valore militare. A lui è intitolato il liceo classico di via Tommaso Carletti a Viterbo.
Il regista Paolo Bianchini, nipote di Buratti
Ieri sera l’assemblea, oltre 50 le persone presenti, al Cosmonauta di Pianoscarano dove è stato deciso di organizzare un presidio davanti al classico. Appuntamento, sabato 25 luglio alle ore 9.
Nei giorni scorsi la scoperta. Sulla facciata della scuola, durante i lavori di sistemazione dell’edificio, voluti dalla provincia e autorizzati dalla soprintendenza, è stata ricreata la scritta “Casa del Balilla”, richiamo all’istituto fascista che quell’edificio ospitava, fino alla liberazione della città nel giugno del 44’. Fascismo che ha fucilato Buratti. Immediata la mobilitazione da parte di molti, con prese di posizione, comunicati stampa e due interrogazioni parlamentare. Una del Pd e l’altra di Sinistra italiana.
Il regista Paolo Bianchini ed Enrico Mezzetti
“Non dobbiamo esitare o avere dubbi – dice Bianchini -. Dobbiamo sentirci tutti partigiani. La battaglia contro quella scritta deve diventare una nuova resistenza. Se non la tolgono, mi incateno al cancello del liceo e resterò lì ad oltranza. E ogni giorno racconterò a tutti cosa è stato il fascismo”.
Assieme a Bianchini, ieri sera al Cosmonauta c’erano rappresentanti dell’Anpi, dei partiti, dei sindacati Flc Cgil e Uila, azione cattolica, studenti del Buratti, rete degli studenti, residenti di via Tommaso Carletti, ex parlamentari ed ed ex consiglieri regionali. Un incontro organizzato dall’Anpi di Viterbo, Bianchini e gli studenti del classico. Coordinato da Enrico Mezzetti, presidente dell’Anpi.
L’incontro al Cosmonauta con Paolo Bianchini nipote di Mariano Buratti
Nel frattempo la Flc Cgil ha presentato anche una diffida alla provincia e alla soprintendenza e chiesto l’accesso agli atti.
L’assemblea ha deciso anche di muoversi in due tempi. Prima il presidio di sabato prossimo poi, se i ponteggi davanti al Buratti dovessero essere tolti e la scritta restare, all’apertura della scuola la mobilitazione sarà totale, con scioperi di studenti e docenti e manifestazioni.
“Quella scritta è assurda – sottolinea il presidente dell’Anpi provinciale Enrico Mezzetti – ed è altrettanto assurda che resti”.
Daniele Camilli


