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Dentro la Caritas di Viterbo, viaggio tra polo sociale, mensa e casa degli studenti

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Viterbo – Una scritta su una parete: “In ogni fragilità c’è una ricchezza”. Una chiesa sconsacrata che oggi profuma di pranzo appena cucinato. Una casa nel centro storico dove sei studenti universitari studiano e fanno volontariato in cambio di un tetto. Sono i luoghi della Caritas diocesana di Viterbo, visitati da vicino per raccontare i volti e gli spazi dietro i numeri e i progetti illustrati dal direttore Luca Zoncheddu nella sua intervista.

Caritas - Viterbo - L'operatrice Simona Santicchia e il direttore Luca Zoncheddu

Caritas – Viterbo – L’operatrice Simona Santicchia e il direttore Luca Zoncheddu


Il polo sociale di via Volturno

Si arriva al polo sociale passando sopra la pensilina di piazza del Sacrario, in quella zona che il direttore della Caritas definisce “particolare”.

Sulla parete, una grande scritta accoglie chi entra: “In ogni fragilità c’è una ricchezza”. Poco più in là, un pannello recita: “Prendersi cura. Promuovere relazioni. Centro d’ascolto e servizi alla persona”.

Un manifesto annuncia lo sportello di orientamento al lavoro: gratuito, etico, accogliente, trasparente, solidale e libero. È aperto il lunedì, il venerdì e il sabato, dalle 9 alle 13.

Caritas - Viterbo - Polo sociale via Volturno

Caritas – Viterbo – Polo sociale via Volturno


Le stanze sono accoglienti e gli operatori sorridenti. All’ingresso, un piccolo crocifisso. È uno spazio pensato per essere, semplicemente, aperto a tutti, anche se Caritas, di fatto, con le proprie azioni, mette i poveri al centro della propria vita ecclesiale.

“Qui svolgiamo diverse attività: ci occupiamo di accoglienza, colloqui e lavoro. C’è un legale che segue le situazioni delle persone il cui status giuridico non è ancora chiaro. Da qui parte anche la stazione di posta, il programma realizzato con il comune di Viterbo e con altre associazioni che, come noi, lavorano direttamente con le persone. Seguiamo inoltre il lavoro con i detenuti”, racconta l’operatrice della Caritas Simona Santicchia.

Caritas - Viterbo - Polo sociale via Volturno

Caritas – Viterbo – Polo sociale via Volturno


Si muove con disinvoltura, si relaziona con gli altri operatori, apre le porte e illustra gli spazi di lavoro e di vita. Ci sono diverse stanze per i colloqui, una zona dedicata al lavoro e un’area pensata per ospitare altre realtà associative, organizzare riunioni e promuovere incontri.

Caritas - Viterbo - Polo sociale via Volturno

Caritas – Viterbo – La mensa


È una realtà multidisciplinare che guarda alla persona come portatrice di bisogni diversi. Chi entra nel centro viene accolto con rispetto e dignità e accompagnato nella ricerca di risposte, ma mai sostituito.

La mensa, una chiesa sconsacrata che accoglie

La mensa della Caritas ha sede in una chiesa sconsacrata. All’interno, i colori sono brillanti. Il bancone in fondo alla sala è protetto da vetri, nel rispetto delle norme, e dietro si muovono volontari sorridenti, mentre servono i pasti.

Sulla parete a sinistra, grandi immagini rappresentano i quattro elementi: acqua, fuoco, terra e aria. Accanto, come quinto elemento, c’è l’amore, ciò che anima questo e gli altri luoghi della Caritas diocesana di Viterbo.

I cibi sono buoni, cucinati e selezionati con cura. Alcuni provengono anche dalla filiera del cibo, della quale la Caritas è partner nell’ambito del progetto contro lo spreco alimentare.

Caritas - Viterbo - La mensa

Caritas – Viterbo – La mensa


A raccontare come funziona il servizio è la referente della mensa, Daniela Rossi.

“Il servizio è aperto tutti i giorni, compresi i festivi. La sera è riservato agli ospiti del dormitorio, circa 15 persone, mentre a pranzo vengono serviti tra i 40 e i 60 pasti, con picchi di 70. Nel 2025 sono stati distribuiti complessivamente 21.170 pasti, mentre i pernottamenti nel dormitorio sono stati 4.380”, spiega Rossi.

“I pasti sono preparati dai volontari, circa trenta, tutti formati e in regola con le norme igieniche e sanitarie”, prosegue Rossi. “Il salto di qualità, sempre nel rispetto della dignità delle persone e della garanzia di un buon livello qualitativo, è stato il passaggio dai cibi precotti, che arrivavano dall’esterno, ai cibi cucinati direttamente da noi. Abbiamo provato, abbiamo visto che funzionava e abbiamo continuato”.

Il menù varia in base alla stagionalità ed è stato elaborato da una nutrizionista. Prevede un primo, un secondo, un contorno, la frutta e, a volte, il dolce, cercando un equilibrio tra proteine e carboidrati.

Caritas - Viterbo - La mensa

Caritas – Viterbo – La mensa


“Facciamo una spesa di base attraverso fornitori della ristorazione e organizziamo i turni in base alla disponibilità dei volontari. La difficoltà è cucinare per tante persone. Alle forniture si aggiungono poi i prodotti che arrivano dalle donazioni e dalla filiera del cibo. Tutto torna”, aggiunge Daniela Rossi.

“Esiste l’idea che il povero debba puzzare, essere sporco, avere sempre meno degli altri, in tutto”, osserva Luca Zoncheddu.

Il direttore della Caritas contrasta questo pensiero con l’azione e con la volontà di garantire luoghi non ghettizzanti, dignitosi, nei quali vivere momenti importanti della giornata come nella propria casa.

Il pasto diventa così un momento di relazione, oltre che la risposta a un bisogno primario. Nella struttura vengono organizzate anche attività di sensibilizzazione sul cibo e sulle materie prime.

“Il tema dell’ambiente è trasversale a tutto e oggi, più che mai, è urgente impegnarsi su questo fronte”, sottolinea Zoncheddu.

Il dormitorio, spazi divisi e dignità condivisa

Il dormitorio, centro di ospitalità “La tenda”, ha sezioni separate per uomini e donne. Dispone di dieci posti per gli uomini e sei per le donne e offre riparo alle persone che si trovano in una situazione di emergenza abitativa.

Caritas - Viterbo - Il dormitorio

Caritas – Viterbo – Il dormitorio


Ogni letto è separato da un divisorio. Si tratta di piccole camere ricavate all’interno di spazi più grandi, ciascuna dotata di un armadio, un comodino e della possibilità di appendere qualcosa di personale.

Un’attenzione che racconta, più di tante parole, il rispetto della persona e dei suoi bisogni. Gli ospiti sono invitati a partecipare alla riorganizzazione e alla pulizia quotidiana degli spazi personali e condivisi.

“Qui ognuno deve trovare il proprio spazio, ma deve rispettare anche quello degli altri”, afferma il direttore della Caritas Luca Zoncheddu.

Il fatto che il dormitorio rappresenti una soluzione abitativa temporanea non significa che debba essere trascurato o che non debba offrire la sensazione di trovarsi in un luogo familiare. La struttura mette a disposizione anche il servizio doccia e lavanderia.

L’ospitalità può durare da una notte a una settimana. “Abbiamo avuto anche persone che, in situazioni particolari, sono rimaste qui a lungo, in attesa che si chiarissero alcuni aspetti e sempre insieme agli altri servizi, all’interno di un progetto costruito per la persona”, spiega Zoncheddu.

I volontari sono il bene prezioso che anima questo e gli altri luoghi della Caritas, garantendo l’aiuto necessario.

La casa degli studenti

In una via del centro storico, un portone costituisce l’unico accesso alla palazzina e all’appartamento destinato al co-housing universitario.

Caritas - Viterbo - Cohousing universitario nel centro storico

Caritas – Viterbo – Cohousing universitario nel centro storico


Gli spazi sono aperti: un grande salone con tavoli per studiare e una grande libreria, un corridoio a vista che si affaccia sulla sala e conduce alle camere con servizi privati, poi una cucina fornita di tutto il necessario. Foto e poster personalizzano l’ambiente.

Il giorno della visita sono presenti cinque ragazzi. Studiano, si muovono tra gli ambienti e si organizzano per i turni alla mensa. Ci sono anche i panni stesi: è un luogo di vita.

Caritas - Viterbo - Cohousing universitario nel centro storico

Caritas – Viterbo – Cohousing universitario nel centro storico


Oltre allo studio, c’è il volontariato.

“Condividono una tripla esperienza: stare insieme tra loro, stare insieme alle persone con le quali vivono l’esperienza del volontariato e stare insieme ai beneficiari”, racconta Simona Santicchia, responsabile del progetto.

Caritas - Viterbo - Cohousing universitario nel centro storico

Caritas – Viterbo – Cohousing universitario nel centro storico


Simona Santicchia si relaziona con gli studenti con familiarità, ma sempre nel rispetto dei loro spazi.

Un progetto, non soltanto un servizio

Dietro ogni pasto servito, ogni letto assegnato e ogni stanza condivisa c’è un’idea che il direttore della Caritas Luca Zoncheddu ripete spesso.

“Chiunque venga alla mensa entra in un progetto, in un dialogo e in un cammino”, afferma Zoncheddu.

Anche il dormitorio, come la mensa, “fa da ammortizzatore” nei momenti di povertà più estrema, ma non si ferma a questo. Si lega al polo sociale e ai suoi servizi, alla rete con il comune, l’Asl, la prefettura e le altre realtà del territorio.

È lo stesso filo che attraversa la casa degli studenti, dove l’accoglienza viene ricambiata attraverso il servizio, e il polo sociale, dove la scritta sulla parete, “In ogni fragilità c’è una ricchezza”, sembra racchiudere il senso di tutto ciò che abbiamo visto.

Patrizia Prosperi


 – Luca Zoncheddu, direttore Caritas: “Vogliamo dare una speranza di rinascita e valorizzare tutte le persone…”


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