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Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Non c’è più tempo da perdere. Sulla strada provinciale 44, a pochi metri dalle nostre case, dalle nostre campagne e dalle attività della zona artigianale, si consuma ogni giorno uno scandalo intollerabile sotto gli occhi di tutti. I 50 ettari dell’ex polveriera militare, caserma P. Sabatini, in località San Savino, sono una vera e propria bomba ecologica a cielo aperto. I capannoni, con le coperture in eternit ormai sventrate e ridotte in polvere dal vento e dalle intemperie, continuano a rilasciare fibre killer nell’aria.
Davanti a questa tragedia silenziosa, assistiamo al silenzio complice dei governi di destra: da Roma, dove il governo Meloni e il ministero della Difesa, proprietario del sito, abbandonano il nostro territorio, alla Pisana, dove il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca viene a fare passerelle propagandistiche sulla sanità e sulla Asl, fingendo di non vedere la “caserma killer” che fa ammalare la nostra gente.
L’appello ai consiglieri comunali: “Superare gli schieramenti per Tarquinia”
Come Partito comunista italiano di Tarquinia e della provincia di Viterbo, crediamo che di fronte alla salute pubblica non debbano esistere divisioni di parte. Sappiamo che la battaglia contro i colossi ministeriali e regionali è complessa ed è per questo che vogliamo dare una mano concreta al sindaco, offrendo una strada giuridica chiara e forte.
Non avendo rappresentanti diretti nell’assise cittadina, rivolgiamo un appello accorato e ufficiale a tutti i consiglieri comunali di Tarquinia, sia di maggioranza sia di opposizione. Chiediamo loro di fare propria questa battaglia di civiltà, di firmare e di depositare congiuntamente una delibera di indirizzo che impegni l’amministrazione a Unire le forze nella diffida ufficiale: una formale condanna e diffida contro l’inerzia del governo Meloni e della Regione Lazio, pretendendo il rispetto del nostro territorio.
L’ordinanza contingibile e urgente: sostenere il sindaco nell’emanazione di un’ordinanza d’urgenza indirizzata al ministero della Difesa e all’Agenzia del demanio, che imponga l’avvio immediato dei cantieri di rimozione dell’amianto entro 30 giorni, chiamando lo Stato alle proprie dirette responsabilità economiche e di bonifica.
“La nostra è una mano tesa al sindaco e a tutto il consiglio comunale – dichiarano i rappresentanti del Pci di Tarquinia e della federazione di Viterbo –. Chiediamo ai consiglieri di ogni schieramento di dimostrare maturità politica e amore per Tarquinia, portando questa delibera in aula e votandola all’unanimità. Facciamo valere insieme il principio che chi inquina paga. Subito dopo la bonifica, quell’intera area deve essere finalmente sottratta al degrado e restituita interamente ai cittadini di Tarquinia”.
La salute dei cittadini di Tarquinia non ha colore politico.
Esortiamo i consiglieri comunali a raccogliere questa proposta: è il momento di dimostrare ai palazzi del potere di Roma e della Pisana che Tarquinia non si piega e difende unita la vita dei suoi concittadini.
Pci Tarquinia e federazione provinciale Viterbo
