Viterbo – Ferento canta, applaude e si emoziona con Massimo Ranieri. Ieri sera il teatro romano ha accolto uno degli artisti più amati dello spettacolo italiano, protagonista di oltre due ore di musica, recitazione e racconti davanti a un pubblico numeroso e partecipe.
Massimo Ranieri
Classe 1951, il cantante napoletano ha dimostrato sul palco di non temere rivali né confronti.
Per oltre due ore, infatti, Ranieri si è esibito davanti a un folto pubblico che gli ha tributato un’accoglienza calorosa, degna di un artista a tutto tondo che da oltre mezzo secolo calca il palcoscenico.
Sono state centinaia le persone che non sono volute mancare all’appuntamento con l’istrione della musica italiana e che hanno cantato e si sono emozionate con lui sulle note dei suoi più grandi successi.
Colonna sonora della vita di molti ragazzi di ieri, la voce di Ranieri è arrivata potente e limpida, dritta al cuore.
Massimo Ranieri a Ferento
Uno spettacolo tra musica e racconti di una vita intensamente vissuta, fuori e dentro il palcoscenico. Con l’amore sempre al centro.
Al centro di tutto: della sua esistenza, delle sue canzoni, di ogni storia raccontata sul palco. È questo il filo rosso che Massimo Ranieri ha srotolato per tutta la serata: l’attesa di innamorarsi, sempre, con il cuore aperto al prossimo incontro.
Ranieri ha portato sul palco di Ferento lo spettacolo “Tutti i sogni ancora in volo… E continuano a volare”, il recital ideato e scritto con Edoardo Falcone, che prosegue e amplifica il successo delle oltre 800 repliche di “Sogno e son desto”.
Massimo Ranieri a Ferento
Nella calda serata d’estate, il pubblico è arrivato alla spicciolata e ha preso posto, poco a poco, sulle gradinate di pietra dell’antico teatro romano. Poi il sole è calato dietro la cavea poco prima dell’inizio, lasciando spazio allo spettacolo.
Oltre due ore di canto, recitazione e racconti di vita: un uomo di spettacolo capace come pochi di passare dal teatro alla canzone senza soluzione di continuità.
“Io sono un fan dell’amore a prima vista, un ultrà del colpo di fulmine – ha confessato dal palco Ranieri –. Quando mi innamoro lo capisco subito, perché rimango senza fiato: è come se il cuore mi si fermasse per qualche secondo. Anche se lo sappiamo, no? È il cuore che ricomincia a battere, dopo tanto, troppo tempo che, ahimè, è stato fermo”.
Massimo Ranieri a Ferento
E dal cuore la memoria è corsa agli inizi, a una sera di tanti anni fa a Milano, “alla corte del più grande regista teatrale di tutti i tempi, il signore assoluto del teatro: Giorgio Strehler”.
“Per me è stato il primo, grande, vero maestro – ha raccontato ancora Ranieri –. Mi ha insegnato l’arte della fatica e della sofferenza, mi ha trasformato come attore e come uomo. Non finirò mai di ringraziarlo se stasera sono qui”.
In scaletta “Se bruciasse la città?”, “Perdere l’amore”, “Vent’anni”, “Erba di casa mia”, i brani dell’album firmati da Donaggio, Fossati, Lauzi e Sangiorgi e i due passaggi sanremesi: “Lettera di là dal mare”, premio della critica a Sanremo 2022, e “Tra le mani un cuore”, scritta da Tiziano Ferro e Nek per Sanremo 2025.
Massimo Ranieri
Sul palco con lui hanno suonato Danilo Ricciardi, Francesco Puglisi, Arnaldo Vacca, Andrea Pistilli, Max Filotti, Tony Puja e Luca Trolli.
Per Ranieri quella di ieri sera non è stata la prima volta nella Tuscia. A Ferento si esibì già nell’estate del 2013, ma in tutt’altra veste: quella shakespeariana del “Riccardo III”, con la regia firmata da lui stesso e le musiche scritte da Ennio Morricone. Tornò poi a Viterbo il 6 settembre 2008 con un concerto a Pratogiardino.
C’è però un legame più antico e curioso con la città. Il primo arrivo a Viterbo di Giovanni Calone, in arte Massimo Ranieri, fu da recluta: un gelido 28 gennaio di oltre mezzo secolo fa, sotto la neve, si presentò alla scuola Vam sulla Tuscanese a bordo della Fiat 124 guidata dal padre Umberto. Ad attenderlo, una trentina di paparazzi anziché i fan.
Massimo Ranieri a Ferento
Una leva durata poco, tra un polso dolorante e un congedo lampo, ma abbastanza da legare per sempre il suo nome alla città dei papi.
Quello di ieri sera è stato un ritorno accolto con grande affetto e partecipazione dal pubblico viterbese, in uno dei luoghi più suggestivi della Tuscia. A coronamento della serata, anche una splendida luna rossa ha fatto capolino, rapendo gli occhi dei presenti e rendendo ancora più suggestivo lo spettacolo di uno dei più grandi artisti della musica italiana.
Irene Temperini e Patrizia Prosperi








