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Fotovoltaico alla Sugarella, bocciato il ricorso dei consumatori contro l’impianto

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Canino – (sil.co.) – Fotovoltaico a Canino, il Tar del Lazio respinge il ricorso dei consumatori. Il tribunale amministrativo regionale, sezione terza, ha scritto la parola fine sul contenzioso relativo alla realizzazione di un maxi impianto fotovoltaico a terra nella Tuscia, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall’Acut, Associazione consumatori utenti della Tuscia onlus.


Fotovoltaico

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I giudici di via Flaminia hanno confermato la piena legittimità del provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) rilasciato dalla Regione Lazio nell’agosto del 2025 in favore della società Atlante S.r.l. (gruppo Baywa). L’infrastruttura sorgerà in località Sugarella, nel territorio comunale di Canino, con opere di connessione alla rete elettrica nel limitrofo comune di Tuscania.

“Acut tutela i consumatori, non l’ambiente”. La decisione del Tar si fonda principalmente su una motivazione di carattere pregiudiziale: il difetto di legittimazione attiva dell’associazione ricorrente. Richiamando un proprio precedente specifico del 2022 (già passato in giudicato) e i rigorosi orientamenti del consiglio di stato, il collegio ha rilevato che lo statuto di Acut individua come nucleo essenziale ed esclusivo la tutela della solidarietà sociale e dei consumatori in condizioni di svantaggio.

La “tutela ambientale” viene menzionata nello statuto in via del tutto occasionale, generica e ancillare. Inoltre, i giudici hanno evidenziato come l’associazione non abbia fornito alcuna prova di un’attività concreta, continuativa e stabile a protezione dell’ambiente nella Tuscia prima dell’impugnazione del provvedimento, non avendo peraltro nemmeno presentato osservazioni durante le quattro sedute della conferenza di servizi.

Progetto comunque dimezzato per tutelare il paesaggio. Nonostante l’inammissibilità del ricorso sia stata considerata assorbente, il Tar è entrato nel merito della vicenda amministrativa per smontare le censure sollevate, offrendo un’importante ricostruzione dell’iter. Il progetto originario, presentato nel 2020 e inizialmente bocciato nel 2022 a causa del dissenso del ministero della cultura (Mic), è stato radicalmente trasformato e ridimensionato grazie a un lungo percorso di co-pianificazione e dialogo istituzionale.

Potenza energetica ridotta da 139,56 MWp a 91,99 MWp (circa -34%). Superficie recintata quasi dimezzata, passando da 171,7 a 88,7 ettari (con soli 39,86 ettari occupati dai pannelli). Mitigazione visiva cpn l’inserimento di un uliveto perimetrale di ben 23,02 ettari e arretramento dei moduli per azzerare l’impatto visivo sulla storica chiesa della Precettoria e sui vincoli dell’area protetta “Bacino del torrente Arrone”.

Queste profonde modifiche hanno spinto la Soprintendenza e lo stesso Comune di Canino a ribaltare i vecchi pareri negativi, trasformandoli in via definitiva in pareri positivi con prescrizioni nel marzo 2025. 

Legittime le compensazioni e nessun effetto “cumulo” selvaggio. I magistrati amministrativi hanno respinto anche i motivi di ricorso legati alle compensazioni ambientali e al presunto effetto cumulativo degli impianti nella zona. La pattuizione tra Atlante S.r.l. e il Comune di Canino, incentrata sulla riqualificazione e sull’efficientamento energetico di due centri sportivi comunali (il Campo Piermattei e l’Area Sportiva Zona 167), è stata ritenuta del tutto legittima e finalizzata al benessere strutturale della collettività locale.

Infine, il Tar ha ritenuto corretta la valutazione d’impatto cumulativo effettuata dalla società proponente nel raggio di 5 chilometri, specificando che per legge l’impatto complessivo debba calcolarsi solo considerando le strutture già esistenti o formalmente approvate, e non i progetti ancora in fase istruttoria o localizzati oltre il perimetro normativo. 


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