- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Gabbianelli passa la fiaccola a Frontini e benedice la ricandidatura, lo spettacolino elettorale finisce sull’hot dog

Condividi la notizia:

Viterbo – Gabbianelli passa la fiaccola a Frontini e benedice la ricandidatura, lo spettacolino elettorale finisce sull’hot dog.

Doveva essere un confronto tra due sindaci Giancarlo Gabbianelli e Chiara Frontini, ieri sera nel cortile di palazzo dei Priori per l’incontro. Titolo: “Dai manifesti ai social media: due generazioni di sindaci a confronto”. È stato un incredibile spettacolino elettorale per lanciare la ricandidatura di Chiara Frontini. Tra il pubblico un buon pezzo della maggioranza e il marito della sindaca Fabio Cavini. Per loro riservate le prime file. 

C’erano poi, oltre la candidata, la benedizione di Gabbianelli, l’appello al centrodestra perché converga su di lei e perfino il passaggio simbolico della fiaccola. Mancavano soltanto le vere domande, fatte da un giornalista.

Giancarlo Gabbianelli e la sua pupilla Chiara Frontini

Giancarlo Gabbianelli e la sua pupilla Chiara Frontini


Frontini ha confermato che il movimento civico sarà presente alle comunali del 2027. Alla domanda se sarà ancora lei la candidata ha risposto senza esitazioni: “Sì, certo”.

A occuparsi dell’investitura è stato Gabbianelli. Rivolgendosi al “più grande partito dell’attuale coalizione di governo”, cioè Fratelli d’Italia, ha detto che, se davvero vuole anteporre l’interesse della città alle “bandierine”, potrebbe sostenere la ricandidatura di Frontini.

“Se quelli che dicono che vogliono fare l’interesse della città alle parole fanno seguire i fatti, potrebbe farcela anche al primo turno”, ha aggiunto.

Fabio Cavini

Fabio Cavini


Poi il riconoscimento a Forza Italia, partito non amato da Gabbianelli in generale a meno che non sostenga Frontini: “Non credo che sia il movimento civico che ha aderito a Forza Italia, ma è Forza Italia che ha riconosciuto la realtà di un movimento civico che ha dato buona prova di sé stesso”.

Il disegno politico è chiaro: non il civismo dentro i partiti, ma i partiti ordinatamente in fila dietro Frontini.

Infine la fiaccola. Gabbianelli ha detto di volerla passare “prima che cada”. La destinataria era chiaramente la sindaca seduta accanto a lui, appena ricandidata e indicata come possibile punto di convergenza del centrodestra.

Lo spettacolo elettorale aveva tutto: candidata, benedizione, alleanze auspicate, previsione della vittoria e passaggio di testimone. Non aveva il contraddittorio.

Nel programma era indicata come moderatrice dell’incontro – pantomima la giornalista Cristina Pallotta. Sul palco le “domande” sono state invece rivolte da Raffaele Strocchia. Misteri del giornalismo.

Ma non c’è stato nessun vero approfondimento sui problemi del centro storico, sulla viabilità, sui cordoli delle ciclabili, sui cantieri, sulla sicurezza, sui costi della giunta e sulle tensioni politiche della maggioranza. Nessuna domanda sulla retribuzione della sindaca Frontini, che costa ai cittadini quasi 10mila euro al mese. Nessuna domanda sui fuoriusciti dalla maggioranza: Letizia Chiatti e Marco Bruzziches. Nessuna domanda sul pregiudicato nominato assessore da Frontini: Vittorio Sgarbi.

Il pubblico all'incontro tra Chiara Frontini e Giancarlo Gabbianelli

Il pubblico all’incontro tra Chiara Frontini e Giancarlo Gabbianelli


Nessuna domanda neppure sull’utilità dei Pnrr per la città. Nessuna domanda sulla vita democratica interna del movimento Viterbo 2020. Sul tradimento della vocazione civica, dopo l’accordo con Forza Italia.

Nessuna domanda sulla cosiddetta “cena dei veleni”. Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono imputati per minaccia aggravata in concorso nel processo nato dalla cena del 26 settembre 2023, organizzata nell’abitazione dell’allora consigliere comunale di maggioranza Marco Bruzziches e della moglie Anna Maria Formini. Secondo l’accusa, Bruzziches e Formini sarebbero stati minacciati nel corso della serata. Parte civile al processo alla coppia è anche l’ex presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti, fondatrice del movimento civico Viterbo 2020. Quello di Chiara Frontini. Una vicenda che ha profondamente segnato il mandato amministrativo di Frontini, ma che nello spettacolino non è stata neppure sfiorata.

Il commovente abbraccio tra Chiara Frontini e Giancarlo Gabbianelli

Il commovente abbraccio tra Chiara Frontini e Giancarlo Gabbianelli


In compenso, le domande durissime non sono mancate.

Quanti saranno i candidati sindaci? Frontini ha ipotizzato otto, Gabbianelli “al massimo tre o quattro”.

Poi il gioco delle alternative: Pd o Fratelli d’Italia, Unione europea o Italia sovranista, remigrazione sì o no, cena o aperitivo, Cremonini o Ultimo, Dalla o De Gregori, grazia per Roggero o meno, Casa del Balilla o no. Un membro del circolo di Vienna si alzerebbe in piedi e griderebbe: metafisica! Tradotto: cazzate.

Fino al quesito decisivo: “Cosa preferite: il kebab o l’hot dog da Gigi?”.

Finalmente sindaca ed ex sindaco sono stati messi alle strette. Quando si dice il grande giornalismo.

Centro storico, traffico, violenza e sicurezza, utilità dei progetti del Pnrr, costi della giunta e processo alla sindaca e consorte potevano aspettare. Prima bisognava sciogliere il vero dilemma della città.

Frontini ha risposto: “L’hot dog da Gigi, senza dubbio”. Gabbianelli si è accodato: “Hot dog da Gigi sempre”.

Due risposte nette. Forse le più nette della serata.

Lo spettacolino è finito. La campagna elettorale è cominciata. Con tanto di commosso abbraccio tra Gabbianelli e la sua pupilla Frontini.

Sull’hot dog, almeno, è stata fatta piena chiarezza. Il tutto in un festival, Ombre, che costa ai cittadini 50mila euro. 

Carlo Galeotti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
 
 
 


Condividi la notizia: