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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentilissima dottoressa Eichberg,
non credo che ci conosciamo, ma mi permetto comunque di scriverle personalmente e pubblicamente per attestarle la mia solidarietà in relazione all’infame campagna di insulti di cui è fatta bersaglio in questi giorni.
Quegli insulti goffi e gaglioffi diretti alla sua persona non sono certamente espressione né del cuore popolare e civile di questa città né di antifascismo, che in quanto tale è sempre lotta contro tutte le violenze e le turpitudini.
Credo anche, mi perdoni se mi permetto di aggiungerlo, che la famigerata scritta sull’edificio in via Tommaso Carletti debba essere rimossa, sia alla luce della più elementare riflessione morale, sia stante il combinato disposto della XII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica italiana, dell’articolo 414 del codice penale, della legge 20 giugno 1952, n. 645, e della legge 25 giugno 1993, n. 205.
Un cordiale saluto,
Peppe Sini
Responsabile del Centro di ricerca per la pace,
i diritti umani e la difesa della biosfera di Viterbo

