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“Inaccettabile dare spazio senza contraddittorio a chi minimizza la compromissione dei Savoia col fascismo e le responsabilità nell’ascesa di Mussolini”

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Emanuele Filiberto di Savoia

Emanuele Filiberto di Savoia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La sezione studenti dell’Anpi della città di Viterbo esprime profondo sdegno per quanto avvenuto lunedì 13 luglio a Palazzo dei Priori.

L’Anpi ritiene inaccettabile che, nel cuore democratico della nostra città, si sia svolta un’operazione pericolosa e raccapricciante. Il cittadino Filiberto di Savoia ha utilizzato uno spazio pubblico – in un contesto largamente finanziato con i soldi dei contribuenti – per fare del vero e proprio revisionismo storico, minimizzando la compromissione della sua famiglia con il fascismo e negando la veridicità della fuga della monarchia dopo l’8 settembre. È ormai infatti pacifico che Vittorio Emanuele III abbia gravi responsabilità nell’ascesa di Benito Mussolini, firmando leggi vergognose come quelle razziali e tacendo sull’omicidio Matteotti.

Emanuele Filiberto giustifica il rifiuto di Vittorio Emanuele III di firmare lo stato d’assedio con l’esigenza, da parte del monarca, di non violare lo Statuto. Fermo restando che questa ricostruzione appare parziale e apologetica, come mai la stessa premura di non violare la Carta non lo guidò quando il Parlamento veniva trasformato in un «bivacco di manipoli»? Quando venivano deportati i sudditi di origine ebraica? Non si stava forse tradendo, in quel caso, l’articolo 24 dello Statuto? (Articolo che garantiva eguaglianza formale fra i sudditi).

Filiberto sostiene tutte queste argomentazioni appellandosi al cliché “la storia la scrivono i vincitori” e ricorrendo a paragoni assurdi.

Oltretutto, si apprende da testate giornalistiche locali che ha utilizzato l’espressione “la vittoria tra virgolette della Repubblica”: davanti a un’affermazione del genere, qualsiasi cittadino italiano dovrebbe alzarsi e protestare.

La scelta della Repubblica è il fondamento della nostra democrazia e nessuno può metterne in dubbio la legittimità, con illazioni e becera ironia, soprattutto in un contesto finanziato dalle istituzioni democratiche della nostra città.

Trasformare un festival (Ombre, ndr) in una passerella priva di contraddittorio e filtri critici non è cultura. Un panorama culturale maturo non ha bisogno di arbitri passivi, ma di mediatori in grado di contestualizzare le affermazioni. Se si voleva dare spazio a tesi così polarizzanti, c’era il dovere intellettuale di garantire un contraddittorio che potesse limitare le affermazioni più gravi e antistoriche.

Un trattamento di favore che forse al “principe” può far comodo, ma che non è tollerabile in una Repubblica democratica.

Preoccupante anche l’accoglienza calorosa da parte della sindaca Chiara Frontini, in quel momento una delle più alte rappresentanti delle istituzioni, il cui gesto è da considerarsi inadeguato visto il suo ruolo.

Tentativi così palesi di revisionismo storico dovrebbero indignare tutte le forze politiche e l’intera cittadinanza, ma soprattutto non devono assolutamente trovare spazio in luoghi così centrali per la vita democratica della nostra città, quali Palazzo dei Priori.

Sezione Anpi studenti Città di Viterbo “Aldo Laterza”


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