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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti,
appresa la notizia del ripristino della scritta “Casa del Balilla” sulla facciata del liceo ginnasio statale classico e linguistico Mariano Buratti di Viterbo, la reazione è stata di sorpresa e sconcerto di fronte a qualcosa di inaspettato, una scossa alla nostra coscienza di educatori e formatori delle nuove generazioni.
L’atto, discutibile di per sé, lo è ancora di più in un luogo deputato alla formazione dei giovani, un luogo, soprattutto, intitolato alla memoria di un martire della Resistenza, il partigiano Mariano Buratti: come potremo spiegare ai nostri studenti la rispondenza storico-culturale di quello che leggono sulla facciata della loro scuola con i valori storico-culturali che la nostra Costituzione sancisce?
Siamo consapevoli che il patrimonio monumentale abbia un valore, ma siamo altrettanto consapevoli che la storia critica deve poter affermarsi e intervenire con giudizi chiari, definiti e fondati su vissuti e testimonianze in nessun modo controvertibili.
Nell’esercizio del pensiero critico è la fiducia in un futuro libero e democratico.
Per questo riteniamo che la scelta fatta decenni fa di uniformare la facciata, coprendo la scritta simbolo di un’epoca di totalitarismo, vada assolutamente rispettata.
La dirigente, i docenti, il personale Ata del liceo Mariano Buratti: Clara Vittori, Giovanni Corazzi, Daniela Del Sette, Barbara Bastianini, Carla Pinti, Micaela Casagrande, Massimiliano Dezi, Maria Stella Pacetti, Mario Valles De Tena, Annick Beaucoudray, Stefania Fidanza, Fabio Tornatore, Carmelinda D’Alessandro, Maria Santina Canneori, Tiziana Jadicicco, Isabella Capobianco, Daniela Stampatori, Camilla Pessia, Dalila Screpante, Maria Letizia Cerica, Simone Firmani, Margherita Russo, Jacopo Micheli, Salvina Salvicchi, Dominik Riede, Manuela Carloni, Annarita Burgi, Richard Garside, Claudia Palazzetti, Patrizia Moretti, Ilenia Buzzi, Federico D’Agostini, Fabrizio Tombolini, Claudia Baldassini, Serena Ciccioni, Paola Valeri, Rosa Maraldi, Roberta Ralli, Maria Luisa Boccolini, Dolores Canu, Maria Grazia Palombi.
Idealmente tutti coloro che condividono gli stessi valori.
