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Viterbo – “La scritta ‘Casa del Balilla’ sulla facciata del Buratti rimarrà, ma sarà detonalizzata”. Il presidente della provincia Alessandro Romoli dopo la riunione tenuta questa mattina a palazzo Gentili con il dirigente provinciale Umbro Pasquini, la responsabile unica del procedimento, l’architetta Annarita Santini, la soprintendente Margherita Eichberg e l’architetta Federica Cerroni della soprintendenza.
Il cantiere al liceo classico Mariano Buratti non è ancora chiuso e la relazione del restauratore è tuttora in corso di elaborazione finale. Secondo quanto riferito da Romoli, il documento attesterebbe che la scritta riproposta sulla facciata era preesistente. La provincia e la soprintendenza hanno quindi concordato di non cancellarla, ma di attenuarne il colore per riportarla, nelle intenzioni dei tecnici, a una condizione simile a quella precedente all’intervento.
Che cosa avete deciso durante la riunione?
“La scritta rimarrà, ma sarà detonalizzata. Abbiamo preso atto dello stato dell’arte alla luce della relazione che il restauratore incaricato dalla provincia ha mandato. È una relazione non definitiva, ancora in corso d’opera, perché l’intervento non è terminato”.
Che cosa emerge dalla relazione?
“Emerge che la scritta che è stata riproposta effettivamente esisteva e preesisteva. Questo risulterebbe dagli studi stratigrafici. Nella parte in cui si trovava la scritta, l’intonachino era completamente diverso e aveva anche un grado di assorbimento differente”.
Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio il giorno dell’inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell’Opera nazionale Balilla
Esiste una documentazione fotografica della scritta prima che venisse ridipinta e ricreata?
“Sì, abbiamo tutta la documentazione fotografica. Ci vorrà ancora qualche giorno perché la relazione sia ultimata”.
Quale intervento avete concordato?
“Abbiamo deciso di andare verso una mitigazione delle coloriture, attraverso un intervento di detonalizzazione. Dobbiamo fare in modo che la scritta perda l’impatto che ha attualmente”.
Si tratterà quindi di una velatura?
“Non di una velatura minimale, ma di qualcosa di un po’ più importante. In gergo tecnico si chiama detonalizzazione. La scritta rimane, ma viene resa meno evidente”.
Lei afferma che la scritta preesistesse. Ma il colore rosso è stato aggiunto durante i lavori.
“La campitura delle lettere è stata liberata dall’intonaco e non è stata reintonacata. Poi è stato applicato il colore direttamente sulla scritta, secondo quanto previsto per questo tipo di interventi”.
Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio con la scritta Opera Balilla
Quindi la scritta è stata ridipinta e ricreata. Non sarebbe stato più corretto lasciare visibile soltanto ciò che era stato trovato?
“Hanno ripitturato sopra la vecchia scritta, come previsto negli interventi di restauro. Questo viene fatto anche su altri manufatti. La soprintendenza ci ha mostrato altri esempi di interventi simili”.
Ma non è proprio questa la parte contestata? Un esperto che è stato interpellato sostiene che la scritta rinvenuta dovesse essere lasciata nello stato in cui si trovava, senza rifarla.
“Io ritengo che, dopo l’intervento concordato, ritorneremo più o meno a quello che avevamo trovato. È questo ciò che abbiamo deciso: non rimuoverla, ma riportarla a una condizione simile a quella precedente”.
Perché non cancellarla completamente, per conservarla come si fa spesso, invece di manometterla? Questo anche in considerazione del fatto che si tratta di una scuola, e di una scuola dedicata a Mariano Buratti.
“Ci è stato spiegato che cancellarla potrebbe essere contrario alle norme che regolano il restauro. Bisogna conservare ciò che è stato rinvenuto, ma possiamo attenuarne fortemente l’impatto”.
Non ritiene che in alcuni casi un manufatto possa essere conservato anche coprendolo?
“È un’obiezione che abbiamo posto. Tuttavia, la soluzione concordata è quella della detonalizzazione. La scritta resterà, ma perderà sicuramente gran parte dell’effetto attuale”.
Il liceo classico Mariano Buratti con la scritta Gioventù italiana del Littorio
Il risultato finale dovrebbe quindi essere simile ai frammenti che si intravedevano prima dell’intervento?
“Più o meno sì. L’obiettivo è riportare la scritta a una condizione simile a quella che aveva prima, senza cancellarla”.
Resta però il problema della ricostruzione storica. Sulla facciata sono documentate scritte diverse e, nel 1937, all’inaugurazione con Renato Ricci, non compare alcuna iscrizione.
“La relazione dovrebbe chiarire anche questi aspetti, insieme alla documentazione fotografica, perché non c’è nulla da nascondere”.
Chi ha commesso l’errore che ha portato alla coloritura così evidente?
“Su questo bisognerà approfondire. Io stesso non ero stato informato della scritta. Quando è scoppiato il caso ho chiesto tutti i chiarimenti e mi sono documentato nel dettaglio”.
Viterbo – Il liceo Mariano Buratti
La provincia ha investito molto sul liceo Mariano Buratti.
“Sì. Oltre ai lavori sulle facciate abbiamo sistemato tre palestre ed effettuato interventi di manutenzione e di miglioramento sismico. Abbiamo investito molto su quella scuola e ripulito anche le facciate posteriori, che erano piene di scritte”.
Il cantiere è quindi ancora aperto?
“Sì, il cantiere non è ancora chiuso”.
La conclusione è dunque che la scritta ridipinta e ricreata non sarà eliminata, ma resa meno visibile?
“Esattamente. Rimarrà, ma sarà detonalizzata”.
Carlo Galeotti




