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“La scritta ‘Casa del Balilla’ va documentata e poi ricoperta”

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Viterbo - Il liceo classico Mariano Buratti

Viterbo – Il liceo classico Mariano Buratti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregia soprintendente Margherita Eichberg,

ho letto con molto interesse alcune delle sue affermazioni nell’intervista da lei rilasciata al direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti e vorrei fare una considerazione in merito e una “modesta proposta”.

Lei, in più passaggi dell’intervista, si rammarica della mancanza di garbo istituzionale e di una “violenza incredibile”. Quanto alla mancanza di garbo e per quanto da me scritto, me ne scuso, anche se non l’ho mai chiamata in causa. Tuttavia, rileggendo tutti gli interventi, non vi trovo tracce di violenza verbale e molti degli interventi pubblicati sono ascrivibili a privati cittadini o associazioni, a eccezione delle dichiarazioni del presidente Romoli. Quindi non a interlocuzioni tra istituzioni.

È vero, vi sono stati interventi violenti. Nel merito, la invito a leggere il comunicato dell’associazione La Fortezza, pubblicato su altri media online. Nel caso non fosse più disponibile, sarò lieto di fornirglielo. Tuttavia, la invito anche a leggere le considerazioni della costituzionalista Giovanna Montella, meritoriamente pubblicate su Tusciaweb.

Quanto alla mera questione della riesumazione della scritta, le propongo una soluzione che in innumerevoli casi le soprintendenze italiane hanno usato, per esempio nel sito archeologico di Musarna, che lei senz’altro conoscerà, e che sintetizzerò in uno slogan: “Scava, documenta e ricopri”.

Quindi teniamoci stretti la documentazione fotografica, tutti i rilievi stratigrafici e quant’altro, la documentazione fotografica e di archivio. Fatti questi passaggi necessari, per proteggere la scritta dagli agenti atmosferici, dal tempo e da eventuali atti vandalici, ricopriamola con una o più mani di vernice protettiva e una successiva tinteggiatura coprente identica al resto dell’edificio.

Infine, per preservare il suo valore di testimonianza storica, potrà essere collocato un pannello esplicativo che narri ciò a cui l’edificio è stato destinato per undici dei suoi novantasei anni di esistenza, racconti il ruolo dell’Onb e della Gil all’interno del regime fascista e, infine, riporti brevi cenni biografici su Renato Ricci, con particolare riguardo al suo operato a Sarzana nella primavera-estate del 1921.

Carlo Venturi
Ex docente del liceo Mariano Buratti


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