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Il lago di Vico non è un assassino, ma un amico fedele

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Ronciglione – Questa volta prendo la penna — o meglio, nel mio caso, gli occhi — non per scrivere di musica o della mia malattia, ma per difendere un amico caro e fedele: il lago di Vico. Lo faccio dalle colonne di questo giornale, diretto dall’amico Carlo Galeotti, a cui va riconosciuto il merito di essere stato l’unico a non aver mai demonizzato il nostro lago. Con tutto il rispetto dovuto alla tragedia avvenuta (la scomparsa del marito della ministra Roccella, ndr), e nella profonda speranza che il corpo della vittima venga presto ritrovato, credo sia tuttavia necessario analizzare i fatti e il contesto con lucidità.

Il lago di Vico

Il lago di Vico


Sfatiamo subito un falso mito, quel detto secondo cui il lago di Vico “ogni anno si prende un amico”. Non è vero. Il lago, esattamente come la montagna o il mare, esige semplicemente rispetto. Un rispetto che i ronciglionesi e i caprolatti imparano fin da bambini. E non sono tanto i genitori a educarli, quanto il lago stesso, giorno dopo giorno, attraverso i suoi colori, i suoi tramonti, il Monte Fogliano che si specchia simmetrico nelle acque e i cieli stellati così nitidi come non ne avete mai visti altrove.

Noi cresciamo su queste sponde e siamo i massimi fruitori della sua bellezza, eppure, a mia memoria, non ci sono mai stati decessi tra gli abitanti del posto, se si esclude un unico, tragico caso, dovuto a una crisi epilettica in acqua. Purtroppo, le altre morti hanno riguardato visitatori che non hanno saputo dare il giusto rispetto a questo luogo. Al lago di Vico non esistono mulinelli improvvisi o alghe assassine: esistono solo i gesti sconsiderati degli uomini.

Lago Di Vico


Io, personalmente, sarò sempre grato a quello specchio d’acqua per tutti i ricordi che mi ha regalato. Lì sono stato bambino, poi adolescente alla scoperta dell’amore; lì ho vissuto le serate spensierate con gli amici e le notti passate a riconoscere le costellazioni.

Sul lago ho trascorso anche i miei ultimi giorni di autonomia: li ho passati in barca, a bere vino e ad ammirare il tramonto dal ristorante Fiorò, dove il lago saluta il sole tingendosi di mille sfumature.

Anche nell’affrontare questo vero mostro che è la Sla, il lago di Vico mi è rimasto vicino e mi è stato d’aiuto. Non è mai stato un pericolo per me, ma un amico fedele che mi ha accompagnato per tutta la vita.

Grazie, lago di Vico, per tutto quello che mi hai insegnato.

Italo Leali


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