Caprarola – Si è svolta il 23 luglio, nella suggestiva sede dell’ente Monti Cimini – Riserva naturale Lago di Vico, la tappa di Goletta dei Laghi, la storica campagna di Legambiente che, da vent’anni, monitora lo stato di salute dei laghi italiani.
Goletta del Laghi 2026
Al centro dell’incontro, la presentazione dei risultati del monitoraggio 2026 delle acque lacustri del Lazio, con particolare attenzione al Lago di Vico.
Ad aprire i lavori sono stati Roberto Scacchi, presidente regionale di Legambiente, e Roberta Postiglioni, presidente del Circolo Legambiente Lago di Vico, che hanno richiamato l’attenzione sulla particolare fragilità dei laghi di origine vulcanica, ecosistemi caratterizzati da un limitato ricambio idrico e quindi maggiormente vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici e dell’erosione. “Legambiente non dà patenti di balneabilità – hanno specificato –, ma evidenzia possibili criticità legate all’eventuale presenza di batteri fecali. Il lago di Vico, sotto questo aspetto, non presenta nessuna criticità, poiché non insistono scarichi fognari non autorizzati, ma le problematiche sono di altra natura.
I cambiamenti climatici in corso, l’azione antropica derivante dall’agricoltura, le derivazioni idriche, sono le sfide da accettare per lavorare in sinergia alla tutela del bacino, così da conservarlo alle generazioni future”.
Temi, dunque, che richiedono una risposta condivisa e coordinata da parte di tutti gli attori coinvolti. Non a caso, la parola che ha accomunato tutti gli interventi è stata sinergia. Dalla professoressa Ripa dell’Università della Tuscia al presidente della CPN (cooperativa produttori nocciole), Maurizio Petti, è emersa con decisione la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, agricoltori e cittadini per garantire la tutela del bacino lacustre.
Un concetto ribadito anche dal presidente dell’Ente Monti Cimini, Alessandro Pontuale: “L’incontro di oggi rappresenta un momento importante di confronto e condivisione con tutti i rappresentanti del territorio. Non è più possibile rimandare la soluzione delle criticità esistenti. Fin dall’insediamento di questa amministrazione, abbiamo individuato queste problematiche come una priorità e continueremo a lavorare con determinazione per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”.
Il direttore dell’Ente, Eugenio Monaco, ha illustrato i contenuti della sentenza del Consiglio di Stato, ormai definitiva, che riconosce il nesso tra le attività umane e il degrado degli habitat del Lago di Vico: “Il giudice ci chiama a invertire la tendenza dell’impatto sull’ambiente lacustre e abbiamo il dovere di realizzare gli interventi programmati negli ultimi mesi. Occorre ridurre l’erosione del suolo e l’apporto di nutrienti al lago attraverso opere come gabbionate e vasche di decantazione. Un obiettivo raggiungibile soltanto con una stretta collaborazione del mondo agricolo”.
Presidente e direttore hanno, inoltre, confermato la volontà di proseguire il percorso avviato con il tavolo permanente dedicato agli agricoltori, istituito dall’ente sei mesi fa, il cui quarto incontro è già in programma nei prossimi giorni: l’imperativo è agire in tempi brevi, e soprattutto in piena collaborazione con il territorio, al fine di evitare commissariamenti e sanzioni.
L’iniziativa ha registrato una massiccia partecipazione: oltre sessanta persone hanno preso parte all’evento ospitato nell’aula didattica dell’Ente Monti Cimini, confermando il forte interesse del territorio verso i temi della tutela ambientale.
Al termine dei lavori, i partecipanti hanno condiviso un pranzo nell’area boscata della sede, offerto dall’ente, e hanno preso parte a un’escursione guidata alla scoperta della Riserva Naturale.
Ente Monti Cimini
