Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Si è concluso mercoledì il procedimento penale in tribunale per la morte del nostro Mario Costantini, investito e ucciso il 27 novembre 2024 a Vetralla. La donna alla guida del furgone che lo ha investito dandosi poi alla fuga ha patteggiato 2 anni e 2 mesi di lavori di pubblica utilità, che farà proprio qui in paese presso l’associazione “Misericordia”.
Mario Costantini
Per chi resta e piange la morte di un proprio caro è davvero difficile parlare di giustizia e a questo penseranno i magistrati e i nostri legali.
Viviamo però uno sgomento profondo nel pensare che si possa uccidere una persona, scappare senza voltarsi e poi non provare mai nemmeno per un istante il bisogno di rivolgere un pensiero alla famiglia, di un cenno di rimorso, di una parola di scuse. Viene da chiedersi se la vita di un essere umano valga così poco.
La vicenda penale è finita con il patteggiamento, cioè con la presa di coscienza che con queste prove, un processo sarebbe potuto costare molto, molto più caro. Una ammissione di responsabilità per la morte di Mario nella quale però non riusciamo a leggere alcun pentimento, ma solo strategia.
Sapere che sconterà la sua pena qui a Vetralla, alla Misericordia, lascia l’amaro in bocca. Possiamo solo augurarci che passare del tempo lì dentro, nel paese che ancora piange mio zio, la costringa finalmente a guardarsi allo specchio e a fare i conti anche nel suo animo e nella sua coscienza con le sue responsabilità.
In tutto questo dolore, però, c’è un pezzo di cuore che vogliamo regalare a chi ci è stato vicino. Primi fra tutti i carabinieri della stazione di Vetralla che iniziarono il loro lavoro con una promessa: “Troveremo il colpevole”. Lo hanno fatto con un lavoro immenso, minuzioso e profondamente umano, analizzando ogni telecamera, ogni dettaglio e tutti i dati del Gps del furgone.
A loro va il nostro grazie più grande, insieme alla procura di Viterbo e ai nostri legali avvocati Mario Brizi e Fausto Barili, all’amministrazione comunale e a tutto il popolo di Vetralla. L’affetto, l’abbraccio e la solidarietà che tutta la cittadinanza ci ha dimostrato in questi mesi ci ha dato la forza che ci ha permesso di non crollare. Sentire il paese così vicino ci ha aiutato a respirare.
Mario non ce lo ridarà nessuno, e per chi resta nessun prezzo può mai avere il valore di una vita. Un uomo buono se ne è andato, è stato strappato a noi e alla sua amata Vetralla. Ha pagato come non meritava, così come noi non meritiamo la sua assenza, non in questo modo.
La famiglia Costantini – Petti
– Falciò e uccise un pedone: patteggia 2 anni e due mesi, pena convertita in 1600 ore di lavori utili
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
