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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Salve, sono Ilaria Schinosi, una ragazza di 45 anni, disabile al 100 per cento. Vivo da sola, pago un affitto e ho un problema neurologico importante che mi causa dolori atroci alle gambe e alla schiena, che non mi permettono di svolgere le attività quotidiane: pulire casa, fare la doccia da sola, cucinare i pasti. Ho mancanze di equilibrio, non posso recarmi a visite mediche importanti, sono stata cinque anni in carrozzina e ho subito due interventi al midollo.
Ho conosciuto la vera sofferenza che ti logora, ti spegne, ti consuma, ma ho cercato sempre di lottare per risalire dal fondo, per tornare in piedi e poter camminare. Ho avuto, dopo cinque anni, una diagnosi corretta a Verona, dove sono seguita. La mia vita è cambiata improvvisamente a 35 anni, quando sono rimasta su quella carrozzina. Non ho avuto più una vita sociale. Prima facevo tutto: lavoravo, studiavo.
Dal mese di marzo non ho un’assistenza continuativa di una badante. Ho cercato tramite agenzie per badanti, ho messo annunci, ma non sono riuscita a trovare una persona fissa. Per questo mi sono rivolta all’assistente sociale del comune, che mi ha dato solo un foglio con una serie di cooperative da chiamare. Le ho contattate, ma hanno solo oss che prendono 25 euro l’ora e non posso permettermelo.
Ho riferito la situazione all’assistente sociale del comune, che però non mi ha più risposto né alle mail né al telefono. Per comunicare con lei ho dovuto fare intervenire il mio medico di base. Ho scritto anche alla responsabile degli assistenti sociali, che non mi ha risposto alla mail.
Mi hanno lasciata sola, dicendo che prima ricevevo aiuto: loro davano un contributo economico per pagare la badante, ma ora non ho più il progetto Vita indipendente perché non ho una persona.
Ho presentato domanda per l’assistenza domiciliare gratuita, della quale l’assistente sociale non mi ha nemmeno informata, ma i tempi di lavorazione sono lunghi: due mesi. Non posso rimanere sola. Nelle casette del Giovanni Paolo ci sono solo persone autonome senza fissa dimora.
Ho scritto anche una mail alla sindaca Chiara Frontini, spiegando il problema. Forse non l’ha ricevuta. Ora l’unica cosa che mi trovo costretta a fare è andare in una Rsa, con persone anziane. Io ho solo 45 anni. Anche la geriatra ha dato parere negativo e si è commossa quando mi ha vista così giovane. Mi ha spiegato che non è un ambiente adatto a me, con persone anziane e malate.
Io ho bisogno di continuare a vivere, fare fisioterapia ed essere seguita a Verona. Io voglio rimanere a casa mia. Come possono rimanere indifferenti a tutto questo? A una ragazza fragile, che ha bisogno di aiuto e di assistenza continuativa? Loro hanno i mezzi per aiutarmi e per trovare una soluzione adeguata a me: sono assistenti sociali.
Nemmeno mia madre vive con me e non è un aiuto: è anziana e non può assistermi. Anzi, è causa di ulteriore sofferenza per me: grida, offende, insulta e questo peggiora il mio stato di salute già precario.
Ilaria Schinosi
Le storie dei lettori –
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