Viterbo – La città si stringe attorno alla famiglia di Antonia Mercante, la donna di 85 anni morta dopo essere stata investita da un’auto in via Mariano Romiti.
Sono molti i messaggi di cordoglio comparsi sui social dopo il racconto della figlia Paola Barzotti. Condoglianze, parole di affetto e pensieri rivolti ai familiari, ai quali si accompagna una richiesta condivisa: fare piena chiarezza su quanto accaduto.
Antonia Mercante investita in via Romiti
La famiglia attende ora l’autopsia, che non è stata ancora fissata. Il corpo di Antonia Mercante resta a disposizione dell’autorità giudiziaria e fino al completamento degli accertamenti non sarà possibile stabilire la data dei funerali.
Sulla morte della donna è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale. Il procedimento è seguito dal pm Massimiliano Siddi, a disposizione del quale si trova l’informativa della polizia locale intervenuta sul luogo dell’incidente.
L’uomo alla guida dell’auto che ha urtato Antonia Mercante sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati. Un atto legato agli accertamenti in corso e alle garanzie previste dalla legge.
L’incidente è avvenuto giovedì 2 luglio, intorno alle 12, nel parcheggio di via Mariano Romiti, vicino alla questura e alla stazione di porta Romana.
Viterbo – Il piazzale di via Mariano Romiti
Dopo essere stata urtata dalla macchina, Antonia Mercante è caduta a terra battendo la testa sull’asfalto. Soccorsa dal personale sanitario del 118, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Santa Rosa.
Le sue condizioni erano apparse immediatamente molto gravi. La donna è morta nel tardo pomeriggio nel reparto di rianimazione a causa di un’emorragia cerebrale.
Antonia Mercante si trovava a Viterbo a casa del figlio Dante Barzotti. Era arrivata da Roma per trascorrere alcuni giorni in tranquillità e per non restare sola.
Aveva da poco concluso un periodo di riabilitazione dopo una caduta avvenuta su un autobus e aveva ripreso a uscire per fare delle passeggiate.
“Mia madre era venuta a Viterbo per riposarsi, non doveva finire così”, aveva detto la figlia Paola Barzotti.
La donna, secondo il ricordo della figlia, era ancora autonoma, non aveva gravi problemi di salute ed era in grado di occuparsi da sola delle proprie necessità quotidiane.
Viterbo – Donna investita in via Romiti
Le parole della famiglia hanno suscitato una forte partecipazione. “Che dolore grande”, “sentite condoglianze alla famiglia”, “riposa in pace” sono alcuni dei numerosi messaggi lasciati dai lettori.
Accanto al cordoglio, sui social c’è anche chi solleva il problema della sicurezza stradale. “Ci fosse stata la manutenzione ordinaria della segnaletica stradale a terra si sarebbe evitata la tragedia”, scrive Davide.
“Condoglianze, non ci sono parole – scrive Alessandra -. La sicurezza stradale a Viterbo è inesistente. Tutto è lasciato al caso e alla trascuratezza. Purtroppo non siamo in una città sicura”.
La famiglia resta in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria e della data dell’autopsia. Soltanto dopo il nullaosta della magistratura potranno essere organizzati i funerali, che dovrebbero svolgersi a Viterbo in forma riservata.
Un altro investimento nella stessa zona si era verificato pochi mesi prima. La mattina del 9 marzo, intorno alle 8,30, una donna era stata urtata da un motorino nei pressi di viale Romiti, vicino a un attraversamento pedonale. La donna era stata trasportata in codice giallo all’ospedale Santa Rosa, mentre anche il giovane alla guida del mezzo era stato accompagnato in ambulanza per accertamenti.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


