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Milano – È morto oggi all’età di 96 anni don Antonio Mazzi, educatore, sacerdote e attivista italiano, fondatore della Fondazione Exodus. Era da sempre impegnato nel recupero delle persone con dipendenze e nel sostegno ai giovani in difficoltà. A confermare il decesso è stata la stessa Fondazione Exodus.
Don Antonio Mazzi si è spento nella sua storica Casa all’interno del Parco Lambro, a Milano. I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio.
“Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo”, spiegano dalla fondazione.
La tumulazione avverrà invece in forma strettamente privata presso l’Abbazia di Maguzzano, nel Bresciano, nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo delle istituzioni.
“La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente – dichiara il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca -. Se ne va un sacerdote capace di camminare accanto agli ultimi, di abbracciare le fragilità senza giudicarle e di riconoscere una speranza anche nelle esistenze più ferite. È stato uno dei primi sacerdoti a entrare nelle case degli italiani attraverso la televisione, utilizzando un linguaggio diretto, umano, a volte provocatorio, ma sempre autentico.
Non cercava la visibilità: cercava le persone, soprattutto quelle che si sentivano sole, perdute o dimenticate – prosegue Rocca -. Con Exodus ha restituito una strada, una famiglia e una possibilità a migliaia di giovani. Ci ha insegnato che ogni vita vale, anche quando sembra spezzata, e che il dolore e la sofferenza non sono una condanna senza fine. “Non permettiamo che vinca il pessimismo”, diceva. Oggi queste parole diventano la sua eredità più preziosa e il modo migliore per salutarlo: continuare a credere nelle persone, non arrendersi dinanzi alle loro cadute e non considerare mai nessuno irrecuperabile. Alla famiglia, alla comunità religiosa, alla Fondazione Exodus, ai suoi ragazzi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo il cordoglio e l’abbraccio più sincero della Regione Lazio. Grazie, don Antonio, per avere trasformato la fede in una carezza concreta e la speranza in una possibilità di rinascita”.
Cordoglio anche da parte del deputato di Forza Italia e segretario di presidenza della Camera, Francesco Battistoni: “Don Antonio Mazzi ha rappresentato l’Italia del bene, della generosità, del ritorno alla vita per tante persone la cui esistenza sembrava perduta. L’importante rete associativa di cui è stato creatore e promotore ha applicato il concetto più ampio di solidarietà: dal recupero dalle tossicodipendenze alla prevenzione del disagio giovanile. Ho avuto modo di partecipare a molte iniziative dell’Associazione Juppiter guidata da Salvatore Regoli, che si ispira agli orientamenti educativi della Fondazione Exodus. Dunque conosco bene quanto questo impegno quotidiano abbia costruito un futuro per tanti ragazzi che non lo avrebbero avuto. Oggi è una giornata dolorosa per tantissimi, ma il ricordo di Don Antonio sarà il primo passo su cui proseguire la sua opera”.
Juppiter è don Antonio Mazzi.
Salvatore Regoli: “Grazie per aver camminato con noi ed averci insegnato a scegliere il bene. Sempre”
La comunità di Juppiter si unisce nel dolore per la scomparsa di don Antonio Mazzi, padre e maestro di generazioni di giovani ed educatori.
“Don Antonio ora è abbracciato dal Padre Buono. Noi continuiamo a camminare sulla strada che ci ha indicato”, scrivono Salvatore, i ragazzi e gli educatori di Juppiter nel messaggio affidato ai social il giorno della scomparsa.
Per Juppiter, don Antonio ha ispirato i primi passi dell’associazione, segnando una strada: quella di un’educazione semplice ma impegnativa, fondata su 4 parole: musica, gioco, comunicazione e passione.
Da oltre trent’anni, i progetti dell’associazione fondata da Salvatore Regoli trovano ispirazione nelle sue parole e nella sua testimonianza. Dai percorsi con gli adolescenti ai progetti di vita con i ragazzi speciali, dalle grandi carovane educative fino all’incontro quotidiano con le persone, specie i più fragili, ogni iniziativa porta con sé il carisma che don Antonio ha incarnato nella vita: credere nelle persone, trasformare la fragilità in bellezza e non smettere mai di costruire il bene.
“Ci hai insegnato a sporcarci le mani, a camminare insieme e a camminarci dentro. Insieme a te abbiamo imparato a sognare”, è il saluto che Juppiter rivolge a don Antonio.
Una storia che continua, nelle case di Juppiter, nel lavoro degli educatori, nella vita dei tanti ragazzi che hanno trovato una speranza, in chi ha vissuto un’avventura educativa che fa vedere le cose da un’altra prospettiva; negli adolescenti che devono credere che i loro talenti sono meravigliosi e che c’è qualcuno disposto ad ascoltarli.
Oggi Juppiter saluta un profeta e rinnova un impegno: continuare a costruire comunità, mettendo il miracolo del bene, dell’amicizia, dell’ “Aman-donarsi” (per dirla con parole di don Antonio, ndr) al centro.
Questo è il compito che don Antonio Mazzi ha lasciato a chi ha avuto la fortuna di camminare insieme a lui.
Juppiter

