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Viterbo – Il museo dei Portici sarà intitolato a Luigi Petroselli.
La giunta comunale ha approvato la delibera per dedicare all’ex sindaco di Roma, nato a Viterbo, lo spazio al piano terra del palazzo dei Priori oggi conosciuto come museo dei Portici.
L’assessore all’urbanistica Emanuele Aronne così ricorda la figura di Petroselli e il legame con la città.
“Ci sono figure che, anche a distanza di decenni, continuano a indicare una strada. Luigi Petroselli è una di queste”, scrive Aronne.
L’assessore sottolinea il valore simbolico dell’intitolazione per Viterbo. “Per noi viterbesi c’è un motivo di orgoglio in più: Petroselli è nato a Viterbo. Da qui è partito il percorso umano e politico che lo avrebbe portato a diventare uno dei sindaci più amati e innovativi della storia di Roma, lasciando un’impronta profonda nel modo di concepire la città e il governo del territorio”.
Secondo Aronne, dedicare a Petroselli il museo dei Portici significa richiamare una precisa idea di amministrazione e di sviluppo urbano. “Intitolargli quello che oggi viene chiamato ‘museo dei Portici’, al piano terra del Palazzo dei Priori, significa ricordare un uomo che ha saputo immaginare un’urbanistica capace di mettere al centro le persone: la riqualificazione delle periferie, la tutela del patrimonio storico e archeologico, la restituzione degli spazi pubblici ai cittadini, una mobilità più sostenibile e una città più giusta e inclusiva”.
Per l’assessore, quella visione resta attuale. “Una visione che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per chi amministra”.
Aronne collega quindi l’omaggio alla propria delega all’urbanistica. “Da assessore all’urbanistica considero questa intitolazione molto più di un doveroso omaggio. È un invito a guardare al futuro con la stessa capacità di coniugare sviluppo, bellezza, sostenibilità e attenzione ai bisogni delle comunità”.
Con il voto della giunta, prosegue l’assessore, “Viterbo rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri, riaffermando il valore di una politica che lascia opere, idee ed esempi destinati a durare nel tempo”.
“Le città cambiano – conclude Aronne – ma i principi che hanno guidato Luigi Petroselli continuano a indicarci la direzione: costruire luoghi più vivibili, più inclusivi e più umani”.

