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Novembre 1943, due bombardieri tedeschi Ju-88 precipitano sul monte Amiata…

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Seconda guerra mondiale - Un bombardiere Ju-88

Seconda guerra mondiale – Un bombardiere Ju-88


Grosseto – Novembre 1943, due bombardieri tedeschi Ju-88 precipitano sul monte Amiata…

Due episodi di guerra avvenuti 83 anni fa sui cieli tra il Lazio e la Toscana.

Si tratta dell’abbattimento di due bombardieri bimotori tedeschi Junkers-88 della Luftwaffe che precipitarono nell’area del monte Amiata durante la seconda guerra mondiale.

Vicende avvenute a pochi giorni e a pochi chilometri l’una dall’altra.


Radicofani - Monte Amiata

Monte Amiata


A distanza di oltre 80 anni, però, dopo lunghe ricerche storiche, grazie a testimonianze dell’epoca e a riscontri d’archivio, è stato possibile far riemergere la storia e ritrovare i luoghi dei crash degli aerei, identificare i velivoli e i loro equipaggi.

Si trattava di due bombardieri bimotori Junkers-88 appartenenti alla Luftwaffe, l’arma aerea tedesca. 

Ecco le loro storie.

Il primo Ju-88 cadde nella notte tra il 1 e il 2 novembre 1943 dopo una missione di bombardamento del porto di Napoli.

Grazie a testimonianze dell’epoca, Dario Colantoni, Michele Mari e Angelo Moscatelli hanno ritrovato l’esatto luogo del crash dell’aereo in una zona impervia del monte Amiata nella zona del “Prato della Contessa” del comune di Castel del Piano a circa 1400 metri di altitudine.

Da ulteriori ricerche è stato possibile identificare il velivolo che veniva considerato, secondo i dati contenuti negli archivi militari tedeschi, perduto e precipitato proprio sul Monte Amiata nei pressi del paese di Arcidosso. 

Il velivolo, era uno Ju-88 versione a A-4 del 5. Staffel del 30 Kampfgeschwader con numero di matricola 550424 con codice identificativo 4D+FN (TO+YH codice di produzione).


Uno Ju-88 in volo

Uno Ju-88 in volo


I membri dell’equipaggio morirono nello schianto. 

Si trattava del pilota Hans Pschibul (pilota), dell’osservatore Alfons Wirket, del mitragliere Martin Klotz e del radiotelegrafista Michael Lindner.

I corpi dei piloti della Luftwaffe vennero prima portati a Grosseto poi, dopo la guerra, nel cimitero germanico di guerra di Pomezia.

Ma la storia della seconda guerra mondiale e il monte Amiata non finisce qui.

Infatti un ulteriore aereo precipitò nei boschi della zona del monte Amiata.

La storia di questo aereo è stata ricostruita da Dario Colantoni, Michele Mari e Angelo Moscatelli grazie a testimonianze d’epoca e ricerche in archivio.


Abbadia San Salvatore - Aspettando l'Epifania in famiglia al monte Amiata

Monte Amiata


In questo caso, ad una settimana circa dall’altro incidente di volo, nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1943, un altro Ju-88 precipitò nelle pendici del monte Amiata.

E’ stato ritrovato l’esatto luogo del crash dell’aereo avvenuto in una zona boscosa nel comune di Seggiano.

Si trattava dello Ju-88 A-4 con werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54 “Totenkopf” con codici B3+NN.

 Tutto l’equipaggio morì nello schianto.

Si trattava del pilota Georg Scahefer, dell’osservatore FritzKlawitter, dell’operatore radio Karl Schmidt e del mitragliere Anton Mathia.

In quella notte ben sessanta Junkers 88 tedeschi bombardarono l’aeroporto di Napoli.


Uno Ju-88

Uno Ju-88


Andarono perduti otto aerei, tra i quali uno precipitò, secondo i rapporti sul monte Amiata nei pressi di Abbadia San Salvatore.

I membri dell’equipaggio del bombardiere caduto a Seggiano vennero prima sepolti a Grosseto e poi, dopo la guerra, vennero traslati nel cimitero militare germanico di Pomezia.

Due storie tragiche avvenute sul monte Amiata nel dramma della seconda guerra mondiale.


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