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“Omicidi, suicidi, risse e incendi: carcere di Viterbo invivibile”

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Loredana Fraleone

Loredana Fraleone

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il tema preferito della destra al governo è quello della sicurezza, non quella sociale ovviamente, che dovrebbe garantire possibilità di cura per tutti/e, un’istruzione adeguatamente finanziata per essere in grado di prevenire il fenomeno della criminalità minorile, di servizi a sostegno dei più fragili, non sia mai, la sicurezza è quella affidata alla repressione di ogni tipo.

Vale la pena di ricordare anche l’insicurezza delle carceri, che proprio in questi giorni segnalano episodi che stridono con la definizione di paese civile.

Come Rifondazione Comunista abbiamo più volte richiamato alle condizioni invivibili del carcere di Mammagialla a Viterbo, un carcere da sempre sovraffollato, che per questo motivo periodicamente presenta suicidi, ne è avvenuto un altro nella stessa settimana che ha prodotto un altro morto per rissa e in cui la condizione disumana vissuta dai detenuti ha dato anche origine a un incendio, per il quale sono rimasti intossicati una ventina tra detenuti ed agenti.

A fronte di questa situazione, che non riguarda solo il carcere di Viterbo purtroppo, viene in mente la solenne dichiarazione della presidente del Consiglio di stare sempre dalla parte dei “servitori dello stato”. Non pretendiamo che stia anche dalla parte della riabilitazione di chi ha sbagliato, come stabilisce la Costituzione, ma almeno degli agenti della polizia penitenziaria, che a fronte dei 440 detenuti ospitabili, con però 40 posti inagibili, deve sorvegliarne 676, con un organico previsto di 343 unità, ma con sole 254 operative.

La condizione dei detenuti determina ovviamente anche quella dei poliziotti che ci convivono diverse ore al giorno, ma questo sembra non essere un problema per chi ogni giorno magnifica l’azione dei “servitori dello stato”, anche quando vanno oltre i loro compiti di legge, come si è visto nell’orrendo episodio di Bologna.

All’insicurezza sociale, presente in tutti i gangli della società, si risponde solo con la repressione e l’arroganza del potere, in un paese in declino da qualche decennio che solo un cambiamento radicale può raddrizzare. 

Loredana Fraleone
Segretaria provinciale di Rifondazione Comunista di Viterbo/Tuscia


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