Viterbo – (sil.co.) – Omicidio in carcere, 10 indagati in sospeso fino all’esito dell’autopsia. Il consulente del pubblico ministero ha chiesto tre mesi di tempo per il deposito delle sue conclusioni, che arriveranno dunque dopo l’estate e saranno decisive per chiarire le cause della morte.
Il carcere Nicandro Izzo
Si è preso 90 giorni il medico legale nominato dalla procura che ieri ha effettuato l’esame sul corpo del detenuto 26enne marocchino Mohammed Channoun morto dopo una coltellata alla schiena, nel primo pomeriggio del 16 luglio, nel corso di una violenta rissa scoppiata nel cortile dei passeggi tra due gruppi rivali.
Il pm Flavio Serracchiani ha dato incarico al professor Luigi Cipolloni della Sapienza di Roma, che ha svolto ieri l’accertamento irripetibile presso la sala autoptica del cimitero del Verano. L’esame dovrà chiarire le cause della morte della vittima. I legali dei dieci indagati per rissa aggravata, otto dei quali anche per omicidio in concorso, non hanno nominato propri consulenti.
Il gruppo è composto da soggetti di origine straniera e italiana. In particolare figurano tre cittadini di nazionalità marocchina, due tunisini, due libici, un algerino e due cittadini italiani, di età compresa tra i 23 anni e i 48 anni.
Gli italiani sono due detenuti del Nicandro Izzo entrambi di Latina, un 45enne e un 28enne d’origine africana ma nato anche lui nel capoluogo laziale. Tre degli otto difensori sono viterbesi: la legale Monica Fortuna, che assiste un 23enne tunisino e un 29enne marocchino, accusati di omicidio in concorso e rissa aggravata; l’avvocato Luigi Mancini, che difende un 34enne tunisino, anche lui indagato sia per rissa aggeavata che per omicidio in concorso; e l’avvocato Paolo Delle Monache, che difende un 34enne marocchiano, accusato solo di rissa aggravata.
L’esame autoptico dovrà chiarire le cause del decesso e fornire ulteriori elementi sulla dinamica dell’aggressione.Nel frattempo proseguono le indagini della squadra mobile e della polizia scientifica, che hanno già eseguito perquisizioni all’interno delle celle alla ricerca di elementi utili all’inchiesta. Al vaglio degli inquirenti anche i filmati delle telecamere della videosrveglianza della casa circondariale di Viterbo.
Secondo quanto emerso finora, il 26enne, come detto, sarebbe stato colpito mortalmente alla schiena con un pugnale artigianale durante una rissa scoppiata nell’ora d’aria, nel corso della quale i detenuti avrebbero fatto uso di armi da taglio rudimentali.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
