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Ondate di calore, la Rete diocesana per la cura del creato: “Servono scelte coraggiose per difendere il territorio”

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Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – Le temperature elevate di questi giorni non sono un semplice disagio stagionale, ma l’ennesimo segnale di uno squilibrio che interessa il pianeta e si riflette, con caratteristiche proprie, anche nel territorio delle Diocesi di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia-Tarquinia.

Il caldo che opprime città e campagne è l’effetto più evidente di una crisi ecologica che, come ricordano Laudato Si’ e Fratelli Tutti, è strettamente collegata alla crisi sociale e alle relazioni umane: tutto è connesso, e la sofferenza della terra è sempre anche sofferenza di chi la abita, in particolare delle persone in condizioni di vulnerabilità, per le quali Magnifica Humanitas chiede un’assunzione di responsabilità collettiva.

Termometro

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In questo spirito la Rete Diocesana per la Cura del Creato — che riunisce enti, associazioni e realtà operanti nei due territori con l’obiettivo di custodire persone, risorse naturali e beni storico‑culturali —, in sintonia con la profezia del magistero della chiesa, ribadisce l’importanza di tutelare la “casa comune” e rilancia, nel dialogo con tutte le istituzioni e in particolare con le amministrazioni locali, un impegno concreto e quotidiano per uno sviluppo umano e integrale per tutti.

Pur riconoscendo la necessità di sostenere le attività economiche legate al turismo e all’accoglienza, chiediamo che i progetti turistici siano pensati secondo criteri di vivibilità e rispetto del territorio, vera risorsa attrattiva che, se trascurata, rischia di degradarsi. Il nostro territorio, per la sua conformazione geofisica, custodisce risorse ambientali, riserve naturali e aree protette spesso esposte a fragilità: erosione costiera, consumo di suolo e interventi invasivi possono mettere a rischio ecosistemi preziosi per il benessere collettivo. Per questo è fondamentale proteggere le zone costiere e tutelare l’Agro‑romano, i cui boschi residuali contribuiscono all’ossigenazione, offrono spazi di aggregazione e aiutano a contenere le temperature.

Richiamiamo inoltre l’attenzione su pratiche quotidiane che incidono sull’equilibrio ecologico: potature, sfalci e tagli non programmati che interferiscono con i cicli riproduttivi di uccelli e insetti impollinatori; il recupero della fauna selvatica in difficoltà; la tutela delle risorse vegetazionali e idriche; l’inquinamento luminoso lungo le coste, dannoso per la fauna notturna e marina; e la scarsa cultura del risparmio idrico, particolarmente grave in periodi di siccità e ondate di calore.

Con spirito di fiducia verso gli interlocutori già coinvolti, la Rete propone alcune priorità condivise: istituzione di aree cuscinetto per i siti più fragili; rafforzamento della presenza istituzionale e del supporto al volontariato ambientale (anche tramite il servizio civile); percorsi di formazione per volontari; coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni; promozione dell’agricoltura biologica; costituzione di consigli del cibo territoriali; chiediamo fortemente che la partecipazione di cittadini e associazioni ai processi consultivi e decisionali si tutelata e potenziata, in particolare quando si tratta di strutturare impianti per il ciclo dei rifiuti. Invitiamo le comunità cristiane a farsi portavoce degli appelli alla giustizia sociale e all’equità — ricordati da papa Francesco e ripresi da papa Leone — affrontando concretamente le sfide climatiche tramite il Movimento Laudato Si’ e i Circoli locali.

Richiamando il “Manifesto di valori e impegni comuni” recentemente sottoscritto dai comuni e dai municipi del territorio diocesano, la Rete conferma la propria disponibilità al confronto e invita cittadini e istituzioni al prossimo incontro, venerdì 25 settembre alle 17, presso la sala parrocchiale di Castel di Guido. Siamo convinti che solo un dialogo aperto e una pianificazione davvero sostenibile possano garantire alle generazioni future un territorio vivibile e degno di essere abitato.

Rete Diocesana per la Cura del Creato Diocesi di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia-Tarquinia


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