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“Petroselli torna a Viterbo, il museo dei Portici porterà il suo nome”

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Viterbo – Torna a Viterbo, Luigi Petroselli. Un gigante della repubblica e della democrazia. Un gigante della politica. E torna a Viterbo grazie alla scelta del comune di intitolargli il museo dei Portici di palazzo dei Priori. Grazie in particolar modo alla sindaca Chiara Frontini, agli assessori Emanuele Aronne, Alfonso Antoniozzi e Rosanna Giliberto. Grazie alla perseveranza della famiglia, nello specifico Danila Corbucci e Giuseppe Parroncini. Con l’aiuto, prezioso, di Giulia Arcangeli.

Luigi Petroselli

Luigi Petroselli


Torna a Viterbo e a palazzo dei Priori, centro e cuore della vita istituzionale e cittadina. Un risultato storico. A Viterbo, dove Petroselli è nato, cresciuto e ha studiato – al classico di via Tommaso Carletti dove un’epigrafe lo ricorda – e a palazzo dei Priori dove, assieme alle lotte bracciantili con l’occupazione delle terre a Bomarzo, ha dedicato parte della sua esistenza alla città. E dove è stata allestita la camera ardente, il giorno dei suoi funerali nell’ottobre del 1981, prima di essere portato a spalla, dai viterbesi e dai facchini di santa Rosa, al san Lazzaro, il cimitero, passando per via Marconi.

Torna a Viterbo, Petroselli. Perché finora era rimasto a Roma, la capitale delpaese di cui lui è stato il più grande e amato dei suoi sindaci. Una città che gliha tributato gli onori fin da subito, dedicandogli la via più importante, quellache collega il Campidoglio al teatro di Marcello. Città eterna che ha resoeterno il suo ricordo. Ricordo di chi va considerato, a tutti gli effetti, padre ecostruttore di democrazia che, con la sua azione, ha salvato, difeso e ampliato in un momento difficile, anzi tragico. Quando ancora la politica non si dimenticava che “rimuovere gli ostacoli”, come la Costituzione nata dalla Resistenza detta, è un dovere della Repubblica, un dovere di ognuno di noi. Un uomo la cui memoria appartiene a tutto il movimento dei lavoratori. “Un movimento – sottolineava Petroselli – che ha contribuito a migliorare il nostro paese e che ha come obiettivo quello di migliorarlo ancora”.

Intitolare a Petroselli parte di palazzo dei Priori, significa inoltre restituire e rendere fino in fondo Viterbo parte integrante, a pieno titolo, della storia repubblicana, colmando finalmente un vuoto, al tempo stesso civico e morale. Una storia spesso dimenticata oppure troppo spesso rimossa o messa sottochiave in qualche anfratto della città. 

Ora Petroselli è tornato a Viterbo, e la sua memoria vive e parla a tutte e atutti. Parla di onestà e dignità, di diritti e libertà. 

Una memoria che parla, citandolo, che “un governo non deve avere altre ipoteche al di fuori dei propri programmi e dei propri errori. Non deve avere amicizie particolare, ma essere sempre in grado di dire quello che fa e fare quello che dice. Per restituire alla gente la fiducia nella democrazia. Una memoria che dice poi che “una città può essere più vera solo se più giusta econdivisa. Solo se, giorno dopo giorno, riesce a strappare e conquistare spazi di umanità. Solo se sindaci, assessori e consiglieri sono un riferimento civile e morale”. 

Petroselli ci dice anche che “amministrare vuol dire aiutare le persone ad emanciparsi e a trovare un’identità propria, alimentando un diverso modo divivere. Per vivere meglio”. E, infine, “che i traguardi di progresso e umanitàvanno difesi, perché sempre minacciati, e al tempo stesso superati. Verso obiettivi ancora più elevati. Soprattutto per la parte più debole e sfruttata dellasocietà”. 

Daniele Camilli
Segretario organizzativo Uila lega intercomunale di Viterbo


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