Viterbo – (sil.co.) – Picchiata dall’ex prima lo denuncia poi rimette la querela: “Le botte erano reciproche”. Presunta vittima di un viterbese, una quarantenne d’origine serba, che ieri ha ammesso a fatica le aggressioni per cui è finita in ospedale nel 2024 con una prognosi di 50 giorni nel 2024 e poi nuovamente a settembre dell’anno scorso.
Violenza – immagine di repertorio
L’uomo, che ha già subito un processo per i fatti di due anni fa, fino a ieri era detenuto in carcere, misura venuta meno in seguito alla remissione di querela e alla testimonianza della donna. In carcere era già finito a marzo 2025, ottenendo poi lo scorso luglio gli arresti domiciliari. Resterà però al Nicandro Izzo di Viterbo, dove sta scontando una pena fino al 22 dicembre 2027.
La relazione, cominciata a fine 2023, sarebbe degenerata già dalla primavera del 2024. “Facevanìmo entrambi uso di sostanze. Lui, inoltre, era geloso, diceva che lo tradivo, mi controllava il telefono e mi dava della puttana. Io reagivo e le aggressioni erano reciproche”, ha riferito in aula la quarantenne. L’ex, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, è a processo col giudizio immediato davanti al giudice Jacopo Rocchi.
All’inizio di agosto del 2024 la presunta vittima è finita al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa con ferite al volto, al torace, lesioni alla spalla sinistra, costole e naso fratturati: “Ma non è vero che ne ho avuto per 60 giorni, mi sono rimessa subito a lavorare”. Sul posto intervennero carabinieri e 118, chiamati dai vicin di casa della donna, che all’epoca viveva a Bagnaia. L’uomo, in quell’occasione, ha riportato la frattura della falange di un dito di una mano.
Due anni fa, l’imputato è stato allontanato col braccialetto, la coppia si è separata e lei è andata a vivere in un’altra regione, poi da inizio 2025 hanno ripreso a vedersi. Tra luglio e settembre, però, la situazione è nuovamente precipitata.
A settembre dell’anno scorso, l’imputato l’avrebbe picchiata, sempre per gelosia, dopo i funerali del fratello della donna, quando è intervenuta la polizia. Era il 22 settembre 2025 e la quarantenne è finita ancora una volta al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo.
Il processo è stato rinviato a dopo l’estate per l’esame dell’imputato e la sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
