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Vetralla – Pistola in pugno e volto coperto rapina una tabaccheria a Cura di Vetralla. È accaduto venerdì scorso a Cura di Vetralla: dopo essersi fatto consegnare i soldi, l’uomo si è dato alla fuga. Arrestato in tempi record dai carabinieri.
“Nel tardo pomeriggio del 26 giugno 2026, i militari della stazione carabinieri di Vetralla hanno tratto in arresto in flagranza di reato un uomo, residente nel comune, per rapina aggravata all’interno di una tabaccheria nella frazione Cura di Vetralla – si legge nella nota dei militari –.
L’uomo, con il volto travisato da uno scaldacollo e armato di pistola, ha fatto irruzione nel locale minacciando l’impiegato e facendosi consegnare l’incasso di 1.200 euro in contanti, per poi fuggire a piedi nelle vie limitrofe”.
Immediato l’avvio delle indagini. “Grazie alla professionalità e all’intuito investigativo dei carabinieri di Vetralla, che prontamente intervenuti sul posto hanno subito avviato gli accertamenti, il caso è stato risolto in appena due ore – ricostruiscono i militari –. Analizzando, infatti, le telecamere di videosorveglianza interna del locale e grazie all’approfondita conoscenza del territorio, i militari sono riusciti a riconoscere in breve tempo l’uomo, nonostante avesse il volto coperto. Rintracciato presso la sua abitazione, l’interessato è stato perquisito e trovato in possesso sia del bottino, che della pistola utilizzata (risultata essere una scacciacani), facendo scattare l’arresto in flagranza per rapina aggravata” .
La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre l’arma sequestrata. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale “Nicandro Izzo” di Viterbo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La rapida risoluzione di questo grave episodio “conferma la capillare presenza del dispositivo di controllo del territorio attuato dall’arma dei carabinieri, che ha consentito una risposta pronta e rassicurante per la sicurezza dei cittadini” conclude la nota.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
