Viterbo – Primo caso di West Nile virus a Viterbo. Il dato emerge dall’ultimo bollettino dell’istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e della Regione Lazio, aggiornato al 29 luglio.
West Nile virus
Nel Lazio sono 11 i nuovi casi accertati: oltre a quello nella Tuscia, due riguardano la Asl Roma 3 e otto la provincia di Latina, portando il totale regionale a 13 contagi. Tutti i casi risultano autoctoni, ovvero contratti sul territorio regionale. Tra le persone infette, sei hanno sviluppato una forma neuro-invasiva della malattia, sei presentano febbre e uno è un donatore.
A seguito della conferma della circolazione del West Nile nel Lazio, la Regione ha fornito indicazioni alle Asl per rafforzare la sorveglianza sanitaria e attivare, in collaborazione con i Comuni, interventi mirati per ridurre il rischio di trasmissione. Tra le misure previste ci sono le disinfestazioni contro le zanzare del genere *Culex pipiens* nei luoghi considerati a rischio e il controllo dei focolai larvali.
I Comuni dovrebbero garantire trattamenti antilarvali. La Regione ha quindi invitato i Comuni a garantire una corretta gestione del territorio attraverso trattamenti antilarvali nelle aree urbane, come tombini, caditoie e fontane, e nelle zone circostanti i centri abitati.
Il virus West Nile viene trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette, che acquisiscono il virus dagli uccelli selvatici, considerati i principali serbatoi naturali. La trasmissione da persona a persona attraverso il normale contatto non avviene.
Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica. Quando compaiono sintomi, possono manifestarsi febbre, mal di testa, nausea, dolori muscolari e sfoghi cutanei. Le forme più gravi, come quelle neuro-invasive, riguardano soprattutto persone anziane o soggetti fragili.
