Tuscania – (sil.co.) – Comparirà nelle prossime ore davanti al gip del tribunale di Viterbo per l’interrogatorio di garanzia l’ex marito della donna macedone rapita la notte del 21 giugno a Tuscania e liberata il giorno stesso in Croazia. L’uomo, nel frattempo ha trascorso la sua seconda notte a Mammagialla, dove si trova dal 15 luglio, quando è stato estradato in Italia e preso in custodia all’aeroporto dalla Polaria.
Arresto per il sequestro di una 46enne rapita a Tuscania
L’ex marito, un connazionale arrestato al confine col fratello, è detenuto da mercoledì nel carcere Nicandro Izzo con l’accusa di sequestro aggravato di persona in concorso e maltrattamenti in famiglia, dopo che il giudice ha emesso un mandato di cattura europeo nei confronti di entrambi.
La vittima, una 46enne sequestrata nella sua abitazione di Tuscania la notte del 21 giugno, attorno alle 2,40, è stata trovata dai militari nascosta all’interno del bagagliaio. In macchina anche un figlio minorenne della coppia. La donna, affidata alle cure del personale sanitario, presentava evidenti ferite al volto e alle braccia.
Tre giorni prima aveva denunciato per maltrattamenti e gravi minacce di morte l’ex, che nel cuore della notte ha sfondato la porta di casa, trascinandola in macchina avvolta in un lenzuolo. A dare l’allarme sono stati i vinci che, sentendo le urla disperate della donna provenire dall’appartamento, hanno chiamato immediatamente il 112, proprio mentre i due uomini la caricavano con violenza nel bagagliaio di una station wagon, figgendo a forte velocità.
I carabinieri hanno tracciato i telefoni e avviato intercettazioni urgenti, controllando i transiti in autostrada e i movimenti finanziari, estendendo rapidamente le ricerche a livello internazionale, attivando la cooperazione internazionale e il sistema Schengen.
Nonostante i rapitori si siano subito liberati dei loro telefoni per nascondere le tracce, i militari hanno. individuato l’auto con targa estera di proprietà del cognato, che sarebbe venuto apposta dalla Germania per aiutare il fratello nel sequestro di persona, con l’obiettivo di portare la vittima fuori dall’Italia verso la Macedonia del Nord.
Sono stati i carabinieri dello Scip, il servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Viminale, di cui fanno parte anche polizia di stato e guardia di finanza, a diffondere l’allarme a tutte le frontiere, scoprendo i fuggitivi mentre cercavano di portare la donna nel paese d’origine.
La polizia croata, poche ore dopo il rapimento, ha bloccato l’automobile sospetta presso un valico di frontiera, arrestando l’ex marito e il cognato e trasferendo la 46enne e il figlio minorenne in una struttura protetta.
Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tuscania, con il supporto della locale stazione, proseguono per individuare eventuali ulteriori soggetti coinvolti e per completare la ricostruzione dei fatti.
– Avvolta in un lenzuolo e caricata in auto: 46enne rapita a Tuscania
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
