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Redditi al palo (24 mila euro) e popolazione sempre più anziana nella Tuscia ma boom di export (+9,5%) e arrivi turistici (+25,5%)

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Viterbo – Ventiquattromila euro contro 39 mila. È il divario che separa il reddito pro capite della provincia di Viterbo dalla media del Lazio. Domenico Merlani lo chiama “paradosso Lazio”: “Una regione trainata dalla crescita di Roma che nasconde al suo interno territori con livelli di reddito e sviluppo molto più bassi, come Viterbo”, ha detto il presidente della camera di commercio Rieti-Viterbo aprendo oggi la presentazione del Rapporto economia alto Lazio 2026.

Francesco Monzillo, Domenico Merlani e Paola Cuzzocrea

Francesco Monzillo, Domenico Merlani e Paola Cuzzocrea


Non é l’unico dato negativo. C’è anche quello demografico. Nella Tuscia l’indice di vecchiaia – il rapporto tra la popolazione con almeno 65 anni e quella fino a 14 anni – è salito da 222 a 254 tra il 2019 e il 2025, superando sia la media regionale sia quella nazionale.

Sul fronte del lavoro resta ampio, poi, il divario occupazionale tra uomini e donne, con un tasso di occupazione del 53 per cento per le donne contro il 70 per cento degli uomini.

Ma ci sono anche lati positivi. A spiccare sono l’export (+9,5 per cento nel 2025 e +14,1 per cento nel primo trimestre 2026), il turismo (+25,5 per cento gli arrivi e +41,3 per cento le presenze) e la crescita di nuovi settori legati ai servizi avanzati.

All’incontro hanno partecipato studenti, rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria e professionisti. L’edizione di quest’anno del rapporto dedica un focus alle società benefit, mentre per il turismo sono state illustrate anticipazioni in attesa dei dati definitivi dell’Istat.

Viterbo - Camera di commercio - Presentazione rapporto economia alto Lazio 2026

Viterbo – Camera di commercio – Presentazione rapporto economia alto Lazio 2026


Nel suo intervento, Merlani ha invitato la politica a non lasciarsi ingannare dagli ottimi indicatori complessivi del Lazio. “Quando si dice che il Lazio è la seconda regione d’Italia per crescita e sviluppo bisogna ricordare che il peso di Roma è determinante. Le province soffrono molto di questo dato. Essere inclusi in una regione dove tutto va bene è fuorviante”.

Il presidente della camera di Commercio ha ricordato come il rallentamento dell’economia mondiale, gli effetti dei conflitti internazionali e degli shock energetici si riflettano anche sul territorio. Ha definito positiva l’introduzione della Zona logistica semplificata per attrarre nuovi investimenti, ma ha sottolineato che “le nostre aziende continuano a soffrire il peso della burocrazia e la semplificazione amministrativa tarda ad arrivare”.

Tra le principali criticità indicate figurano la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione e ai salari stagnanti, le difficoltà della manifattura, il divario di reddito con il resto della regione e un mercato del lavoro che, dopo anni di crescita, mostra segnali di rallentamento con un aumento della disoccupazione. “Non riusciamo ancora a colmare il divario di genere”, ha osservato.

Gli elementi di maggiore fiducia arrivano invece dal turismo e dall’export. Secondo Merlani la Tuscia sta consolidando il proprio ruolo come destinazione di turismo sostenibile e culturale, con l’obiettivo di trasformare i flussi turistici anche in opportunità di residenzialità. Positivo anche l’andamento delle esportazioni, trainate soprattutto dal distretto della ceramica di Civita Castellana e dall’agroalimentare. “Oltre un terzo delle imprese iscritte alla Camera di commercio sono aziende agricole e per questo abbiamo avviato un progetto con la Regione per valorizzarne i marchi”.

Viterbo - Camera di commercio - Presentazione rapporto economia alto Lazio 2026


La parola è passata poi ai segretario generale Francesco Monzillo che ha illustrato il quadro economico, evidenziando come, dopo la crescita del pil provinciale del 2,6 per cento nel 2024, le stime per il 2025 siano scese al -0,4 per cento, mentre per il 2026 è attesa una sostanziale stagnazione (0 per cento), condizionata dallo scenario internazionale. “Dopo la crescita del 2024, le prospettive per il biennio successivo evidenziano un netto rallentamento”, ha spiegato.

Monzillo ha evidenziato anche la capacità di tenuta del sistema imprenditoriale, con una crescita delle imprese dello 0,3 per cento. “Il tessuto produttivo continua comunque a mostrare una buona capacità di resilienza”, ha sottolineato. L’agricoltura continua ad avere un peso circa tre volte superiore alla media nazionale, mentre il commercio attraversa una fase difficile, con un calo degli addetti dell’11 per cento. Cresce invece l’occupazione nel settore dell’ospitalità (+1,7 per cento). Restano inoltre aperte le sfide legate al calo demografico, all’invecchiamento della popolazione e al divario occupazionale tra uomini e donne.

Tra i dati più positivi spicca l’export, cresciuto del 9,5 per cento nel 2025 e del 14,1 per cento nel primo trimestre 2026 grazie soprattutto all’agricoltura, all’industria agroalimentare e al distretto della ceramica di Civita Castellana. Restano invece in difficoltà il tessile e l’abbigliamento, così come le esportazioni verso mercati strategici come Cina e Stati Uniti.

Positivi anche i dati sul credito. Le famiglie hanno ripreso a investire grazie al ritorno di una maggiore liquidità, mentre le imprese continuano a mostrare prudenza. In netto calo le sofferenze bancarie, diminuite del 26,9 per cento.

In attesa delle statistiche definitive dell’Istat, i dati della regione confermano il buon andamento del turismo nella Tuscia. Gli arrivi crescono del 25,5 per cento e le presenze del 41,3 per cento, pari a oltre 144 mila visitatori e 306 mila pernottamenti aggiuntivi.

Uno spazio del rapporto è dedicato infine alle società benefit. In Italia sono 5.754, con circa 250 mila addetti e 79 miliardi di euro di valore aggiunto. Nel Lazio se ne contano 670, mentre nella provincia di Viterbo sono 13, con 234 addetti, concentrate soprattutto nelle attività professionali, scientifiche e tecniche. Numeri ancora contenuti, ma che secondo la Camera di commercio indicano una tendenza destinata a rafforzarsi nei prossimi anni.

Simone Lupino


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