Civitavecchia – Guardia di finanza, arrestato corriere della droga sulla A12 con oltre sei etti di stupefacente e denaro contante.
“I finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Roma, nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio finalizzate al contrasto dei traffici illeciti – fanno sapere in una nota dalla finanza – hanno arrestato un cittadino italiano per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento è scattato a seguito del rinvenimento di oltre 600 grammi di droga e di una significativa somma di denaro in contanti.
L’operazione è stata eseguita dai militari del gruppo di Civitavecchia nel corso di un posto di controllo istituito presso la barriera autostradale Aurelia sulla A12 Roma-Civitavecchia.
Le fiamme gialle hanno sottoposto a controllo un’auto proveniente dalla capitale e condotta da un ventiduenne. Nel corso degli accertamenti documentali, l’atteggiamento palesato dal conducente ha indotto gli operanti ad approfondire il controllo attraverso la perquisizione del mezzo.
L’ispezione del veicolo ha consentito di individuare, all’interno di una borsa termica provvista di siberini refrigeranti, cinque panetti di hashish e un quantitativo di marijuana per un peso complessivo superiore ai 600 grammi.
Nel medesimo contesto i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro la somma contante di 7430 euro, frazionata in banconote di piccolo taglio e considerata presunto provento dell’attività di spaccio.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Civitavecchia, il soggetto è stato arrestato e associato alla locale casa circondariale.
L’attività svolta si inquadra nelle linee d’azione del corpo per rafforzare la legalità e la sicurezza pubblica, in stretta attuazione delle decisioni assunte in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica su indicazione del prefetto di Roma”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
