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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, ho letto il suo articolo di fondo su Ombre festival 2026 e ne condivido pienamente l’analisi.
Quest’anno, quando ho iniziato a leggere il programma di quello che era un festival culturale, Ombre, ho provato un senso di frustrazione e di umiliazione, che ritengo sia rappresentato perfettamente nel suo articolo.
Ma veramente, a tutti i livelli, possono bastare la narrazione personale, l’autocelebrazione e l’esibizione per progettare un mondo migliore da immaginare per i nostri figli? E la chiamiamo ancora politica e cultura?
Siamo al De profundis e le dinamiche di Ombre 2026 ne sono il sigillo.
Spirito critico, capacità di analisi e di autocritica, pensiero libero e non miserrimo servilismo: di questo abbiamo bisogno.
Rita Margottini
– Ombre diventa una passerella elettorale a caro prezzo per i cittadini
