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Viterbo – Il Tar del Lazio conferma le autorizzazioni rilasciate dalla regione per l’ampliamento della discarica delle Fornaci, dove è stato realizzato il nuovo invaso Vt4.
Non si tratta dell’apertura di una nuova discarica in un’altra zona, ma della costruzione di un ulteriore bacino all’interno del sito già esistente, destinato a sostituire il Vt3, ormai esaurito.
La quinta sezione del tribunale amministrativo, con la sentenza pubblicata il 28 luglio, ha riunito i quattro ricorsi presentati dal comune di Viterbo tra il 2023 e il 2025 contro la Regione Lazio e nei confronti di Ecologia Viterbo srl.
Il primo ricorso riguardava il parere favorevole espresso il 20 giugno 2023 dalla direzione regionale Ciclo dei rifiuti sul progetto del Vt4. Il Tar lo ha dichiarato manifestamente inammissibile perché si trattava di un atto interno al procedimento, privo di effetti lesivi immediati.
Sono stati invece esaminati e respinti gli altri tre ricorsi, con i quali il comune aveva impugnato la modifica dell’autorizzazione integrata ambientale, il provvedimento autorizzatorio unico regionale e l’atto del marzo 2025 che aveva autorizzato la messa in esercizio del primo lotto del nuovo invaso.
Il comune sosteneva, tra l’altro, che l’ampliamento non fosse necessario per il fabbisogno del territorio viterbese e che il nuovo bacino sarebbe stato utilizzato per compensare la carenza di impianti negli altri ambiti territoriali del Lazio, facendo gravare sul Viterbese una parte rilevante dello smaltimento regionale.
I giudici hanno però stabilito che i principi di autosufficienza e prossimità nella gestione dei rifiuti devono essere valutati insieme a quelli di solidarietà e leale collaborazione tra i diversi territori.
Nella sentenza viene inoltre richiamato l’esaurimento del Vt3, che riceveva anche i rifiuti prodotti nel comune di Viterbo, e la necessità per la regione di garantire la continuità del ciclo di smaltimento e di affrontare la procedura europea aperta sulla gestione dei rifiuti nel Lazio.
Il Tar ha respinto anche le contestazioni sul procedimento amministrativo e sulla conferenza dei servizi. Secondo il collegio, il dissenso espresso da una singola amministrazione può essere superato attraverso una decisione motivata.
Le osservazioni del ministero della Cultura, relative alla presenza di aree boschive e corsi d’acqua tutelati, sarebbero state recepite attraverso una riduzione del progetto iniziale. Per i giudici, questa modifica non rendeva necessario ripetere dall’inizio l’intero procedimento autorizzativo.
Respinte anche le censure sulle garanzie finanziarie presentate da Ecologia Viterbo. Le polizze depositate hanno scadenza il 4 novembre 2031 e dovranno essere rinnovate per garantire la copertura della gestione della discarica anche dopo la chiusura. Spetterà alla regione controllare la continuità delle garanzie.
Quanto al percolato, il Tar ha ritenuto legittimo il collegamento temporaneo del Vt4 al sistema di raccolta e stoccaggio già utilizzato dal Vt3, in attesa dell’entrata in funzione del nuovo parco serbatoi previsto dal progetto.
Il primo ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, mentre gli altri tre sono stati respinti perché infondati. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
La decisione è stata assunta il 15 luglio dal collegio composto dal presidente Riccardo Savoia, dal consigliere estensore Francesco Elefante e dalla prima referendaria Ida Tascone.
