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Truffa da 130mila euro a gruppo radiotelevisivo, ex collaboratore condannato a un anno

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Orte – (sil.co.) – Il processo per truffa aggravata ai danni di un gruppo radiotelevisivo viterbese si è chiuso nel tardo pomeriggio di ieri davanti al giudice Roberto Cappelli con la condanna a un anno di reclusione di un ex collaboratore.

Imputato un ex collaboratore 52enne dell’associazione culturale Tele Radio Orte che, secondo l’accusa, si sarebbe appropriato “con artifizi e raggiri” di oltre 130mila euro dovuti in realtà al titolare, in massima parte fondi pubblici, consistenti in contributi e rimborsi da parte del ministero dello sviluppo economico e della Regione Lazio.

Il giudice, riconoscendo alla vittima il diritto a un risarcimento dei danni da quantificare in sede civile, ha condannato il 52enne anche al pagamento delle spese processuali, disponendo la sospensione condizionale della pena.

Il processo, chiesto il 21 novembre 2019 dal pm Stefano D’Arma, è entrato nel vivo il 26 novembre 2021, quando fu sentita la parte offesa, ovvero il presidente del gruppo Ottavio Nicoletti, parte civile con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli. 

Giuseppe Picchiarelli

Giuseppe Picchiarelli


Diverse le presunte truffe ai danni dell’azienda contestate all’imputato, che sarebbe riuscito a farsi bonificare sul conto di un’azienda a lui riconducibile contributi ministeriali pari a 27.728,68 euro per l’anno 2016 nonché circa 100mila euro dalla Regione Lazio per rimborsi mag (messaggi autogestiti gratuiti) relativi a quattro anni a partire dal 2013 nonché oltre 1200 euro per prestazioni rese da Radio Orte a una società lombarda del settore radio televisivo.


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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