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Un ingegnere della Tuscia crea l’Euriziano: “Può diventare la lingua ufficiale dell’Europa”

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Vallerano –  Tra cento anni i cittadini dei 27 paesi dell’Unione europea, o di quanti saranno allora gli stati membri, potrebbero comunicare tra loro usando una nuova lingua creata da un ingegnere elettronico della provincia di Viterbo, Marco de Grandis, nato a Vetralla e residente a Vallerano.

L'ingegnere Marco de Grandis, creatore dell'Euriziano

L’ingegnere Marco de Grandis, creatore dell’Euriziano


Il nuovo idioma si chiama Euriziano, si basa su una versione semplificata del Latino e ha una data precisa di nascita: il 24 gennaio 2024, giorno della pubblicazione della “Grammatica dell’Euriziano in Italiano”. “Si impara in una settimana”, assicura l’ideatore, che ha creato anche un sito internet.

Cento anni rappresentano invece l’orizzonte temporale entro il quale de Grandis ipotizza che l’Euriziano possa affermarsi come lingua delle istituzioni europee. Alcuni capi di stato e sovrani ne hanno già ricevuto una copia.

I verbi in Euriziano

I verbi in Euriziano


“Sicuramente un progetto di questo tipo ha una prospettiva di lungo termine perché si parte da zero”, spiega l’ideatore, che prevede un percorso articolato in quattro fasi, a partire dall’impiego in trasmissioni radiofoniche e televisive, per poi passare alla pubblicazione di libri, alla musica, all’insegnamento nelle scuole e, infine, all’adozione ufficiale da parte di Bruxelles. Una sfida non facile, ma de Grandis è ottimista: “La strada è difficile e impegnativa, ma deve essere percorsa”, dice ancora, citando Altiero Spinelli.

L'ingegnere Marco de Grandis, creatore dell'Euriziano


“L’Euriziano è stato creato con lo scopo di dare agli europei una lingua identitaria comune”, sottolinea de Grandis. L’idea nasce nell’estate del 2019 durante una visita di de Grandis al duomo di Orvieto, la città dove è cresciuto e alla quale è ancora molto legato. All’ingresso della cappella di San Brizio, famosa per gli affreschi di Luca Signorelli e del Beato Angelico, l’ingegnere osservò due gruppi di turisti, uno francese e uno proveniente da un Paese dell’Est Europa, che non riuscivano a comunicare tra loro.

“Il gruppo che usciva cercava di esprimere all’altro la meraviglia di quello che aveva appena visto, a quelli che stavano per entrare, ma non ci riusciva in maniera adeguata. Il loro dialogo, al di là di questa voglia di trasmettere la bellezza percepita, non è andato oltre lo scambio di gesti ed espressioni del volto”. Quella scena, racconta de Grandis, era “una sorta di metafora della situazione attuale dell’Europa”, composta da popoli che hanno “un senso di appartenenza condiviso, ma che non riescono a trovare l’espressione di questa identità comune”. Da qui l’idea dell’Euriziano come lingua capace di veicolare cultura e valori.

L’Euriziano, come detto, si basa sul Latino. I suoni e i vocaboli sono gli stessi, anche se con piccoli adattamenti, ma a differenza del Latino le regole della grammatica sono semplificate al massimo: “I sostantivi non seguono alcuna declinazione, si usa sempre l’ablativo. Il plurale si forma sempre aggiungendo la lettera ‘s’. Gli aggettivi sono invarianti per genere e numero, la maggior parte finisce in ‘i’. I verbi hanno una sola coniugazione, c’è un solo verbo ausiliare che è il verbo essere. A differenza del latino in Euriziano il soggetto deve essere sempre espresso”. Per i vocaboli moderni, viene preso in prestito il lessico dell’Esperanto, la lingua artificiale più diffusa al mondo.

Il lavoro vero e proprio di de Grandis si è sviluppato durante il lockdown ed è durato in tutto quattro anni. Oggi chi desidera studiare l’Euriziano o semplicemente saperne di più può visitare il sito www.euriziano.eu, dove è possibile scaricare gratuitamente la grammatica in sei lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese. Presto sarà disponibile anche in polacco e in altre lingue. La grammatica dell’Euriziano conta una sessantina di pagine, di cui circa quaranta dedicate alle regole grammaticali vere e proprie. “Si può imparare in una settimana se uno ci si mette, se si impegna anche in meno tempo”, assicura de Grandis.

La grammatica euriziana in Italiano

La grammatica euriziana in Italiano


Il progetto sta intanto suscitando interesse sia nel mondo accademico, dove l’ingegnere spiega di essere entrato in contatto con diversi studiosi italiani e stranieri, sia tra la gente comune: sono stati registrati circa 18mila accessi al sito, per un totale di 6mila visitatori, mentre la grammatica è stata scaricata circa 600 volte nelle varie lingue. “Fa ben sperare che ci sia un certo interesse”.

I clic al sito arrivano soprattutto dall’Europa, ma anche dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Asia. “Ancora oggi guardavo che erano presenti molti accessi giornalieri dal Vietnam, Singapore e dall’Indonesia. Non so per quale motivo, però effettivamente c’è un particolare interesse da parte dell’Estremo Oriente per l’Euriziano”. Un interesse che, racconta de Grandis, trova conferma anche nei messaggi ricevuti. “Mi ha scritto per esempio un ragazzo che studia latino in Indonesia. Mi poneva delle domande tecniche molto precise, da persona veramente esperta, per capire il passaggio di alcuni elementi dal latino all’Euriziano”.

Il progetto sta iniziando a richiamare l’attenzione anche del mondo accademico. de Grandis racconta di aver avviato contatti con il professor Gereon Müller dell’Università di Lipsia, con il linguista Emanuele Banfi dell’Università di Milano-Bicocca, membro dell’Accademia della Crusca, e con lo storico e saggista basco Xabier Zabaltza Pérez-Nievas. Parallelamente l’ingegnere viterbese ha avviato interlocuzioni anche a livello istituzionale.

“Sono riuscito a far pervenire la grammatica euriziana al re Felipe VI di Spagna e a Carlo III del Regno Unito, che mi hanno risposto mostrando interesse per questa iniziativa e l’hanno giudicata veramente interessante. Così anche il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Adesso chiaramente sto continuando con questi contatti. Non ci fermiamo qua, nei prossimi giorni contatteremo altri capi di Stato”, conclude de Grandis.

Simone Lupino

L'alfabeto euriziano con la pronuncia delle lettere

L’alfabeto euriziano con la pronuncia delle lettere


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