Bagnaia – Il restauro dei giardini e delle fontane di Villa Lante non rappresenta soltanto il recupero di uno dei luoghi simbolo della Tuscia, ma anche il punto di partenza per una nuova fase di tutela, conoscenza e valorizzazione. A spiegarlo è Alessandro Mascherucci, da pochi mesi direttore dell’istituto Ville monumentali della Tuscia, intervenuto lunedì 13 luglio all’inaugurazione dei lavori realizzati nel complesso monumentale di Bagnaia.
Alessandro Mascherucci, direttore dell’istituto Ville monumentali della Tuscia
L’istituto comprende quattro siti monumentali della provincia di Viterbo: Villa Lante a Bagnaia, palazzo Farnese a Caprarola, palazzo Altieri a Oriolo Romano e palazzo Giustiniani a Bassano Romano.
Durante la presentazione del restauro, Mascherucci ha espresso grande soddisfazione, definendo quella dell’inaugurazione “una giornata storica”.
Lei ha parlato dell’eccezionalità dell’intervento di restauro anche all’interno del sistema delle Ville monumentali della Tuscia, che dirige da pochissimo. Che cosa ha di particolare e di speciale quanto è stato fatto qui rispetto agli altri interventi del Pnrr?
“Intanto, l’intervento che ha riguardato Villa Lante a Bagnaia, rispetto alle ville monumentali della Tuscia, è banalmente quello più importante a livello finanziario. Lo stanziamento è stato di 7 milioni di euro. L’intervento ha interessato anche palazzo Farnese a Caprarola, con un progetto di accessibilità che rivedrà il percorso di visita del palazzo. Ma la vera ragione per cui 7 milioni di euro sono stati stanziati su Bagnaia risiede proprio nelle peculiarità del giardino”.
Quali sono?
“La componente idraulica, quella architettonica e quella vegetale”.
Ha definito il restauro una grande occasione di conoscenza.
“Sì, perché il lavoro è stato preceduto da approfonditissimi studi, ricerche, monitoraggi e indagini sul patrimonio vegetale, sugli impianti idraulici e sulle architetture. Studi che hanno consentito di gettare una nuova luce sulla conoscenza della villa e che indirizzeranno, nell’immediato futuro, le azioni di tutela e di manutenzione. E anche quelle, ovviamente, di valorizzazione”.
Bagnaia – Villa Lante restaurata e illuminata
Dietro entrambi gli interventi, sia quello di palazzo Farnese a Caprarola sia quello di Villa Lante a Bagnaia, ci sono la mano, la visione e la direzione dell’architetto Marina Cogotti.
“L’architetto Cogotti si è spesa in maniera indefessa, senza risparmiarsi. Certamente il risultato è condizionato anche dagli attori del cantiere. In questo contesto, l’architetto Cogotti vanta una grande esperienza nella tutela dei giardini storici. Già responsabile dei giardini di Villa d’Este a Tivoli e del comprensorio delle Ville Tuscolane, è stata anche direttrice avocante per quanto riguarda l’Istituto Ville monumentali della Tuscia”.
Bagnaia – Villa Lante restaurata e illuminata
Durante la presentazione dei restauri si è detto che Villa Lante dovrà diventare un luogo di cultura, vivo e da vivere. In tal senso, che cosa avete in programma?
“Assolutamente sì. Stiamo già predisponendo un calendario di iniziative che partirà a settembre e contiamo anche sul nuovo ruolo di capo dipartimento del professor Massimo Osanna. E anche sull’amicizia del direttore generale per l’Arte contemporanea, il dottor Costantino D’Orazio. Insomma, sono le persone che fanno le cose. Auspichiamo un grande interesse, come quello dimostrato fino a oggi dal nostro ministero e anche dalla comunità locale”.
Bagnaia – Villa Lante restaurata e illuminata
C’è stata una grandissima partecipazione all’inaugurazione.
“Ci ha fatto molto piacere, assolutamente, e continueremo con entusiasmo su questa strada”.
Irene Temperini
– Villa Lante è tornata al suo antico splendore in un tripudio di luci



