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“Anziana assegnataria di un alloggio Ater al terzo piano da anni attende ascensore o montascale”

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Cinzia Vincenti, segretaria generale SPI CGIL Civitavecchia Roma Nord Viterbo

Cinzia Vincenti, segretaria generale SPI CGIL Civitavecchia Roma Nord Viterbo

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Lo sportello sociale dello Spi Cgil di Civita Castellana sta seguendo il caso della signora F.G., anziana assegnataria di un alloggio Ater situato al terzo piano di un edificio privo di ascensore e di qualsiasi altro ausilio per il superamento delle barriere architettoniche.

Da diversi anni la signora presenta ripetute istanze per l’installazione di un ascensore o di un montascale, indispensabili per poter raggiungere la propria abitazione e uscire da essa in condizioni di autonomia e sicurezza. Una situazione che, nonostante il tempo trascorso, non ha ancora trovato una soluzione.

La richiesta più recente riguarda anche un dispositivo per il riarmo automatico del contatore elettrico, collocato ai piani inferiori dello stabile. Una necessità concreta per una persona anziana con difficoltà di movimento, al fine di poter disporre di un servizio essenziale senza essere costretta a dipendere dall’intervento di altre persone ogni volta che si verifica un’interruzione dell’energia elettrica.

Lo sportello sociale dello Spi Cgil ha preso in carico la situazione, attivandosi per ottenere un confronto e risposte concrete sulle diverse problematiche segnalate.

Da diversi mesi ha inviato ripetute richieste di incontro ad Ater Viterbo, rimaste senza riscontro. L’unica interlocuzione diretta è stata possibile grazie all’iniziativa del delegato dello Spi Cgil che, incaricato formalmente dalla signora, si è recato personalmente presso gli uffici Ater per chiedere di poter parlare con un responsabile.

L’unica risposta formale ricevuta da Ater, risalente al 5 maggio scorso, informava che si stava procedendo alla nomina della commissione giudicatrice incaricata di predisporre la graduatoria per le richieste di abbattimento delle barriere architettoniche e che erano in corso le verifiche della documentazione necessarie all’istruttoria.

La stessa comunicazione evidenziava, tuttavia, che le risorse economiche disponibili non risultavano sufficienti a coprire tutti gli interventi previsti e che sarebbe stato necessario attendere ulteriori finanziamenti, senza che fossero definiti i relativi tempi.

Dopo anni di attesa, non è più accettabile che una persona anziana con disabilità resti senza una risposta concreta e senza tempi certi per il superamento delle barriere che le impediscono di vivere pienamente la propria abitazione.

La possibilità di entrare e uscire dalla propria casa in autonomia non può essere considerata una questione di comodità, ma riguarda direttamente la sicurezza e la dignità della persona.

Lo sportello sociale ha inoltre interessato la Regione Lazio, chiedendo un’interlocuzione sulla problematica in questione.

“Questa vicenda – dichiara Cinzia Vincenti, segretaria generale dello Spi Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo – dimostra quanto sia necessario garantire risposte certe e tempi definiti quando sono in gioco diritti fondamentali delle persone, soprattutto di quelle in condizioni di maggiore vulnerabilità. Il protrarsi di questa situazione non può tradursi in ulteriori rinvii: occorre individuare le soluzioni necessarie per rendere effettivo il diritto all’accessibilità. Per questo chiediamo ad Ater Viterbo e alla Regione Lazio di assicurare un aggiornamento puntuale sull’iter, di individuare le soluzioni necessarie per rendere effettivo il diritto all’accessibilità e di considerare prioritari gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo procedure trasparenti, tempi certi e risorse adeguate per la loro realizzazione”.

“In un recente incontro – prosegue Vincenti – abbiamo sottoposto la questione al sindaco Danilo Corazza e all’assessora alle Politiche Sociali Federica Ribaldi del Comune di Civita Castellana. Da parte dell’amministrazione comunale abbiamo ricevuto una disponibilità positiva e l’impegno ad attivarsi nei confronti degli enti competenti. È un impegno che consideriamo importante e che auspichiamo possa contribuire a dare finalmente una risposta alla signora”.

Quanto accaduto evidenzia come il diritto all’abitare non possa limitarsi all’assegnazione di un alloggio: una casa è davvero tale solo se è accessibile e consente alle persone, soprattutto a quelle più fragili, di viverla in sicurezza e autonomia.

Lo sportello sociale dello Spi Cgil di Civita Castellana continuerà a seguire questa vicenda fino alla sua positiva conclusione. Su diritti fondamentali come l’accessibilità non sono più accettabili rinvii, incertezze o ritardi: le istituzioni sono chiamate ad assumersi pienamente le proprie responsabilità.

Spi Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo


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